Un nuovo HuffPost per guardare avanti

Mattia Feltri
·Direttore HuffPost
·3 minuto per la lettura
Woman opening window curtains at home, closeup (Photo: belchonock via Getty Images)
Woman opening window curtains at home, closeup (Photo: belchonock via Getty Images)

Da un paio di giorni stiamo cercando di mettere sul giornale storie diverse. Perché sì, c’è l’epidemia, c’è depressione, c’è paura, si moltiplicano miseria e rabbia, e il nostro destino è affidato a un governo narciso e sconsiderato. La disgrazia è grande ma nessuna disgrazia è una ragione sufficiente per fermarsi. C’è chi ha deciso di non piangersi addosso, ha fatto frullare il cervello, si è rimboccato le maniche e ha trovato il modo di andare avanti. Stiamo provando a raccontare queste storie perché si può aspettare che qualcuno ci salvi, ma ci sembrava giusto raccontare chi ha scelto di salvare sé stesso.

Noi, nel nostro piccolo, nelle nostre difficoltà imparagonabili a quelle di molti rimasti senza impresa e senza lavoro, non stiamo fermi. Domani arriva un nuovo HuffPost, ricostruito nella grafica, nella tecnologia e nei contenuti. Diamo l’addio, con un po’ di malinconia, al nostro amato splash, quella bella sfilata di titoli colorati che aprono il sito, e che a fine giornata danno il senso del tambureggiare di ventiquattr’ore. Ci ha portato parecchia fortuna, lo splash, e oggi ci pare un po’ come quelle vecchie auto di tanti viaggi, affidabili, comode, ma che mostrano la ruggine del tempo. Avevamo bisogno di qualcosa di aggiornato, di moderno, e mercoledì 28 ottobre (appuntamento alle 15.30) saremo online, rivestiti e ripuliti.

Sulla grafica c’è poco da dire. A me pare più ordinata e più gentile, ci imporrà una gerarchia e dunque una ulteriore selezione, ci permetterà di distinguere meglio la cronaca dai corsivi, i blog dagli approfondimenti, ma farete prima a guardarvela e a farvi un’opinione. Il nostro intento, e il restyling ci aiuterà, sarà di continuare ad aggiornare il sito secondo il succedersi delle notizie, ma di dare sempre un taglio, un punto di vista, e pertanto di consegnare lo spazio che serve alle analisi e ai commenti: i giornalisti non sono dei registratori, i giornalisti mettono in piedi un giornale perché hanno un’idea del mondo e vogliono diffonderla. La realtà si racconta e si interpreta.

Avremo canali verticali (nei giornali classici si chiamerebbero inserti) completamente rinnovati. Terra, a cura di Antonio Cianciullo, che avrà un approccio all’ambientalismo né cupo né punitivo, poiché avere attenzione per l’ambiente migliora anzitutto la nostra vita quotidiana e ci rallegra l’umore. Futuro, gestito da Fabio Luppino, sul mare vastissimo di offerte formative per i ragazzi delle scuole superiori e delle Università, le esperienze all’estero, gli indirizzi didattici, i corsi più al passo coi cambiamenti, le borse di studio. Questi sono due, ma ce ne saranno altri: sulle elezioni americane, sulle proposte e i progetti per il Recovery Fund, il nostro ricchissimo canale Guest, con partnership prestigiose a cui restituiremo adeguata evidenza, da World Food Program (premio Nobel per la Pace 2020) a Eni Datalab, da Luiss Open all’Accademia Nazionale dei Lincei, dall’Università Cattolica all’Istituto Affari Internazionali fino al Forum The European House - Ambrosetti.

Avremo una sezione per i podcast, molti in arrivo, ma già c’è il prodigioso Polvere sulla storia di Marta Russo, 200mila streaming in quaranta giorni. Avremo finalmente un canale video senza il quale oggi è impossibile fornire un’informazione completa (ma non metteremo né gattini né cagnolini né vecchiette miracolosamente illese dopo un volo dal ventesimo piano).

Ci sarebbe ancora parecchio da dire – lasciatemi solo accennare alle newsletter, una sulla giornata, dal lunedì al venerdì, una al sabato sulla vita quotidiana delle famiglie, una domenicale sulla cultura – ma mi sto dilungando. In fondo non c’è bisogno di descrivere quello che si può vedere, da domani alle 15.30 al solito indirizzo di HuffPost.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.