Una, nessuna, centomila le donne (non convenzionali) di Ruth Wilson oggi a Venezia 2021

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Photo credit: John Phillips - Getty Images
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Kate, la protagonista di True things (Orizzonti), è una trentenne che ha cercato di adattarsi a come il mondo la voleva: sposata e con una vita normale. Ma qualcosa di diverso bolle in lei e quando incontra “il biondo”, un ragazzo sfuggente con cui instaura un rapporto di sesso, capisce che è arrivato il momento di trovare se stessa. La interpreta la britannica Ruth Wilson (sopra), specializzata in ruoli di donne non convenzionali, come le sue protagoniste delle serie Luther e The affair.

Kate entra in una relazione tossica, ma non è una vittima…

No, perché sceglie questo rapporto e lo trova romantico. Tutti abbiamo attraversato relazioni pessime e pensato anni dopo: “Ma come ho fatto?”. Il concetto di romanticismo è cambiato: oggi ci si crea un’idea di amore su Instagram, ma quella perfezione è impossibile. Dovremmo essere più onesti su come le relazioni funzionano veramente: avremo meno matrimoni, ma anche meno divorzi.

Molti trentenni, come Kate, non hanno ancora trovato legami o lavori stabili: perché?

La nostra generazione ha avuto la possibilità economica di scegliere vite diverse: sposarsi e avere figli non è l’unica opzione di felicità. A trent’anni, però, la pressione sale, soprattutto per le donne: sembra obbligatorio avere una relazione, si entra nel giro delle app di dating con l’orologio biologico che ticchetta. La lezione del film è che, per stare bene in una relazione, bisogna imparare a stare bene con se stessi.

Cosa ha ritrovato di lei nel personaggio?

Il rapporto con la famiglia: i miei genitori non sono attori. Rispetto a loro anch’io, come Kate, sono piuttosto anticonvenzionale.

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