Una nuova carta della Commissione europea traccia la via per la parità di genere nei settori creativi

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Photo credit: We Are - Getty Images
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Non esistono strategie per la parità di genere senza obiettivi precisi e non esistono obiettivi senza un costante monitoraggio dei risultati. Per questo la Commissione europea ha pubblicato ieri una relazione dettagliata sulla parità di genere nei settori culturali e creativi, che contiene una panoramica di oltre 250 buone pratiche da attuare in tutta Europa per migliorare le condizioni di lavoro delle donne in questi settori. Il documento, redatto con la collaborazione di diversi esperti degli Stati membri, fa parte del piano di lavoro del Consiglio per la cultura 2019-2022 e tocca svariati temi. Si va dagli stereotipi di genere alle molestie sessuali, dalle difficoltà nell'accesso al mercato del lavoro al divario retributivo di genere, fino all'imprenditorialità femminile e al diverso accesso tra uomini e donne alle posizioni di leadership.

Photo credit: StefaNikolic - Getty Images
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Dopo avere effettuato una mappatura della situazione delle artiste e delle professioniste della cultura a livello europeo, la Commissione ha individuato una serie di disparità in quasi tutti i settori creativi dove le donne continuano ad avere un accesso limitato alle risorse creative e produttive. Generalmente sono "pagate molto meno degli uomini e sono sottorappresentate nelle posizioni dirigenziali e nelle altre posizioni decisionali, come pure nel mercato dell’arte", si legge nel documento. Per affrontare queste disparità la Commissione Ue suggerisce una serie di pratiche che, se diffuse capillarmente negli ambienti dello spettacolo e dell'arte, migliorerebbero sensibilmente la condizione delle donne. Tra le raccomandazioni c'è l'uso di un linguaggio che tenga conto della dimensione di genere, l’attuazione della parità sul luogo di lavoro, ma anche l’integrazione della dimensione di genere nell’elaborazione dei bilanci: tutte azioni trasversali che, se messe in pratica, aiuterebbero a colmare il divario tra uomini e donne.

Photo credit: Russell Monk - Getty Images
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"Questa relazione giunge in un momento cruciale, in cui riapriamo i settori culturali e creativi e li ripensiamo affinché diventino più inclusivi e sostenibili dopo la pandemia di Covid-19 — spiega Mariya Gabriel, commissaria per la Cultura a Eunews —. Nonostante gli importanti progressi nel miglioramento della situazione femminile, il successo delle donne incontra ancora ostacoli". Per questo è importante "garantire che gli artisti e i professionisti dei settori creativi possano beneficiare delle stesse opportunità in tutta l’Ue, a prescindere dal genere”. Dal canto suo l'Italia ha appena approvato nuove misure per le lavoratrici e i lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo (FPLS) che saranno automaticamente assicurati presso l’INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie e potranno godere di maggiori tutele anche nel sostegno alla genitorialità. Un altro piccolo passo verso una maggiore tutela di un settore dove le norme sono sempre state ondivaghe e che invece, per la forza emulativa che l'arte esercita, dovrebbe essere il primo a influenzare i valori della nostra società e a portare avanti la battaglia per la parità di genere.

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