Una nuova mostra ripercorre per la prima volta la storia (e lo stile) delle 45 first lady americane

Di Valentina Nuzzi
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Photo credit: Slim Aarons - Getty Images
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From ELLE

In queste giornate post-elettorali si è molto parlato di Douglas Emhoff, marito di Kamala Harris nonché primo first Second Gentleman della storia. Se quello di Emhoff è un titolo inedito – ma al quale speriamo di abituarci sempre più in futuro – quello di first lady è un ruolo ben radicato nell’immaginario collettivo, americano e non solo. Lo dimostra l’influenza che le 45 first lady degli Stati Uniti hanno esercitato sulla storia del Paese (e del costume) e lo conferma Every Eye Is Upon Me: First Ladies of the United States, la nuova mostra della National Portrait Gallery di Washington che esplora per la prima volta il significato di queste figure tutt’altro che secondarie. Da Martha Washington, che inaugurò il titolo nel 1789, a Melania Trump, moglie del presidente uscente Donald Trump, la retrospettiva, in programma fino al 23 maggio 2021, ripercorre oltre 250 anni di storia americana attraverso i ritratti delle donne che hanno affiancato Mr. President.

Photo credit: Darren McCollester - Getty Images
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C’è da precisare subito che il titolo di first lady non ha fatto sempre rima con quello di moglie: alcuni presidenti erano scapoli, altri vedovi, alcuni avevano avuto più di una moglie. Talvolta, quindi, il ruolo di first lady è stato affidato a figlie, parenti, amiche, che per tradizione hanno svolto il ruolo di accompagnatrici ufficiali e talvolta consigliere del presidente in tutti i suoi impegni istituzionali. Il titolo della mostra, del resto, riassume alla perfezione la vita delle first lady: “Every eyes upon me” (Tutti gli occhi su di me) è tratto da una lettera scritta nel 1844 da Julia Tyler a sua madre, che descriveva l’ossessivo interesse mediatico riservatole in quanto prima inquilina della Casa Bianca.

Photo credit: CBS Photo Archive - Getty Images
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Curata da Gwendolyn DuBois Shaw, senior historian e director of history della National Portrait Gallery, il percorso sarà anche un’occasione per rivivere lo stile delle first lady: alcuni dei ritratti, infatti, sono affiancati dagli abiti originali indossati dalle donne al momento dello scatto. Perché se c’è una cosa che abbiamo imparato negli ultimi anni è che poche figure come le first lady sono in grado di dettare tendenza in fatto di moda a livello globale. Se Mamie Eisenhower portò in America il New Look di Christian Dior, a Jackie Kennedy, che si faceva copiare i modelli dei designer europei dai sarti americani, si deve il merito di aver dato nuova linfa al fashion Made in USA, così come avvenne molti anni dopo con Michelle Obama. La prima first lady di colore della storia ha sempre privilegiato look firmati da stilisti americani, ed è stata la prima a mixare abiti couture a capi di marchi accessibili, che tutti potevano permettersi, in un riflesso non troppo velato della politica democratica del marito.

Photo credit: Sarah Silbiger - Getty Images
Photo credit: Sarah Silbiger - Getty Images

Oggi a lanciare messaggi politici attraverso i vestiti ci penseranno Jill Biden, (seconda) moglie del neo presidente eletto Joe Biden, e Kamala Harris, che per il suo primo discorso ufficiale ha già sfoggiato un tailleur bianco intriso di attivismo femminista. Una mostra preziosa (fruibile anche online sul mini sito dedicato) che fonde storia americana e storia del costume attraverso i volti (e i look) delle donne degli uomini più influenti d’America. In attesa di conoscere finalmente la prima donna presidente.