Una settimana nella Zona Rossa

Angela, 32 anni, vive a Codogno: “Ho rimandato il matrimonio”

di Claudio Semenza

Piove sulla Zona Rossa (dati aggiornati al 29 febbraio)
Una pioggia battente bagna i 10 comuni del Lodigiano in quarantena da domenica 23 febbraio. Sono stati sette giorni di continui allarmi, contagi, ricoveri. I dati ufficiali della prima settimana parlano di 344 contagiati nell’area. Purtroppo ci sono anche le vittime: buona parte dei 31 decessi lombardi è stata registrata qui. L’emergenza ha cambiato la vita di tutti e, in particolare, delle oltre 50.000 persone sottoposte alle misure di sicurezza previste per tentare di arginare il contagio.

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Angela ha 32 anni è di Caserta, ma da un anno e mezzo vive a Codogno, 64 contagiati, è considerata epicentro del Covid-19 in Italia.
“Il mio matrimonio era fissato per sabato 22 febbraio, ma è arrivato il virus e abbiamo dovuto rimandare”. 

Ora chiusi in casa con lei ci sono - oltre al fidanzato - anche i genitori giunti da Caserta per l’occasione.“I miei vorrebbero tornare a casa, ma hanno bisogno di un certificato che ne attesti lo stato di salute. Ci siamo rivolti al servizio civile del comune per un permesso di uscita, ma ci hanno detto che dobbiamo rivolgerci alla Asl di Caserta. Loro sono sani: niente sintomi, per fortuna. Ma è probabile che debbano fare un’altra quarantena giù. Sempre che troviamo qualcuno a cui rivolgerci per sbloccare la situazione”.

Angela: "C'è il problema di riempire la giornata"

Sta bene anche Ivano, 57 anni, insegnante di musica di Castiglione d’Adda, circa 5.000 abitanti, altro comune rinchiuso nella cerchia del virus e con il picco di casi: 97 positivi dopo una settimana.

“Ieri sono uscito: per fortuna hanno aperto le edicole e ho potuto prendere il giornale - dice -. Sono sano, giro per il paese senza mascherina perché non ce l’ho. Ma noto che c’è molta diffidenza: tutti si tengono a distanza l’un l’altro, si fa fatica a salutarsi. E’ l’aspetto dell’isolamento che più mi ha colpito”.

“Non usciamo spesso - dice Angela - ma quando usciamo indossiamo guanti e mascherine. C’è scarsità, nelle farmacie non si trovano o si trovano a fatica. Nella Zona Rossa dovrebbero mandarne di più”, dice.

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In questi sette giorni è stato più difficile anche procurarsi il cibo.
“La carne non ci manca: abbiamo il congelatore pieno di quella che era pronta per il matrimonio - dice Angela -, ma abbiamo bisogno del resto, come pane, pasta, latte. Sono andata un paio di volte al supermercato: ho trovato un po’ di coda, e ho visto i banchi del fresco vuoti. Si trova soprattutto cibo in scatola o confezionato”.

Se a Codogno ora la spesa è più semplice, a Castiglione sembra ci sia qualche disagio in più.
“Io non avevo scorte - dice Ivano - e per comprare gli alimenti mi è capitato di fare lunghe code, anche perché nel negozio nel quale mi servo si entra uno alla volta”. 

Con la famiglia di Angela vive anche il gatto Turing.
“Sono preoccupata per lui - dice -. Sta bene, ma ha bisogno di una alimentazione particolare. E a Codogno il negozio per gli animali ora è chiuso. Ho provato a mettermi in contatto con loro via mail, ma al momento mi dicono che non è possibile acquistare prodotti, nemmeno facendo ordini on line”

“A dire il vero c’è il problema di riempire la giornata - continua Ivano - come si fa, se non puoi nemmeno uscire a comprare un chiodo per appendere un quadro? I negozi sono chiusi. Allora mi sono organizzato: studio e leggo molto, cerco di fare le piccole cose che mi piacciono e per le quali non ho mai abbastanza tempo”. 

Un'immagine delle strade di Codogno

Quando è in casa, Angela passa il tempo tra attività vecchie e nuove. “Questa storia del matrimonio rimandato ha attirato le attenzioni di siti e tv, ho fatto diverse interviste e collegamenti in diretta - spiega -. E poi studio: io sono insegnante di chimica e biologia e mi sto preparando per il concorso. Il mio fidanzato può lavorare da casa”.

La compagna di Ivano, invece, è rimasta fuori della Zona Rossa. Vive in un’altra città e, anche se non è lontana, per Ivano vederla ora è impossibile.
“Mi manca molto, certo. E non vedo l’ora di incontrarla di nuovo. - dice Ivano -. Ma ho preferito rimanere qui perché a cento metri dalla mia casa abitano i miei genitori, ultra ottantenni. Anche loro non hanno sintomi del virus, ma mia madre ha altri problemi di salute e stando qui posso aiutarli nelle necessità quotidiane. Passare un più di tempo con loro aiuta anche me”.

In attesa che la quarantena, per ora prorogata di altri sette giorni, prima o poi finisca.

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