Una variante che potrebbe uccidere un terzo dei contagiati

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Nuova variante
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Un gruppo di scienziati che supporta il Governo inglese ha parlato della possibilità di una nuova variante Covid simile alla MERS, in grado di uccidere un terzo dei contagiati. Si tratterebbe di una possibilità molto realistica.

Nuova variante Covid: l’allarme del Sage

Una nuova variante del Covid, sicuramente molto più letale, potenzialmente in grado di uccidere un terzo dei contagiati, potrebbe presto far tremare il mondo intero. L’allarme è stato lanciato da un documento del Sage, Scientific Advisory Group for Emergencies, ovvero un gruppo di scienziati d’eccellenza a supporto del Governo inglese nelle decisioni sulla gestione dell’emergena sanitaria. Il documento ha segnalato che, nel lungo periodo, non è da escludere che potrebbe manifestarsi un ceppo dalle caratteristiche simili al virus MERS, con un tasso di mortalità che potrebbe raggiungere il 35%.

Nuova variante Covid simile alla MERS

Il virus MERS è stato scoperto nel 2012 in Arabia Saudita e da quel momento ci sono stati focolai in Corea del Sud nel 2015 e in Arabia saudita nel 2018. Sono stati identificati in totale soltanto 2.500 contagi in tutto il mondo, ma il numero dei morti è davvero altissimo, ovvero 885, che equivale ad un morto su 3. L’ipotesi che le mutazioni del Covid possano portare ad un ceppo simile, più letale, seocndo gli scienziati inglesi non è da escludere e potrebbe essere davvero molto realistica. Proprio per questo pensano che sarà fondamentale cercare di contenere nei prossimi mesi l’aumento dei contagi, con richiami di vaccino, limitando gli arrivi dall’estero e considerando addirittura l’abbattimento di animali, come i visoni, che possono ospitare il virus.

Nuova variante Covid: previsioni sul ceppo futuro

Secondo gli scienziati del Sage, un ceppo futuro potrebbe diventare resistente ai vaccini, se si manifestasse dalla combinazione tra la variante Beta, residente al vaccino, e le varianti Alfa o Delta, più trasmissibili. Questa unione potrebbe portare ad una mutazione con “maggiore morbilità e mortalità“. Gli esperti hanno spiegato che i vaccini dovrebbero funzionare, a meno che non ci sia una mutazione molto potente. Martin McKee, docente di salute pubblica alla London School of Hygiene and Tropical Medicine ha spiegato che ci sono ancora molti ostacoli da superare. “Il governo non può essere compiacente, deve continuare a sostenere lo sviluppo della prossima generazione di vaccini e dare la priorità alla riduzione delle infezioni per ridurre la possibilità che emerga un’altra variante nazionale” ha dichiarato.

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