Una volta per tutte, la dieta mediterranea allunga (veramente) la vita?

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Photo credit: lechatnoir - Getty Images
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“Non si può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non si ha mangiato bene”. Queste poche parole della scrittrice Virginia Woolf contengono una verità assoluta, perché mangiare bene ci fa vivere bene. E più a lungo. Ma cosa significa “magiare bene”. Il concetto è sicuramente racchiuso nelle linee generali della dieta mediterranea, l’alimentazione più amata al mondo e che nel 2010 è stata riconosciuta dall’Unesco “Patrimonio immateriale dell’umanità”. Secondo una recente ricerca del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, in Molise, pubblicata sulla rivista British Journal of Nutrition, questo tipo di alimentazione è un autentico scudo salvavita, in grado di ridurre sensibilmente il rischio di mortalità anche nelle persone meno giovani. Lo studio, che ha puntato la lente di ingrandimento di popolazioni over 65, ha evidenziato come un modello tradizionale di dieta mediterranea, ricco di frutta, verdura, pesce, legumi, olio di oliva e cereali, poca carne e latticini e un moderato consumo di vino ai pasti, sia associato a una riduzione media del 25% della mortalità per tutte le cause, con vantaggi, in particolare, per quella cardiovascolare e cerebrovascolare.

Con l’invecchiamento progressivo della popolazione mondiale, tra qualche anno gli over 65 rappresenteranno circa un quarto della popolazione europea. Ecco perché è necessario studiare e identificare quei fattori modificabili che possono garantire non solo lunga vita, ma anche una qualità di vita accettabile.

Photo credit: Kathrin Ziegler - Getty Images
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Quanta parte della nostra vecchiaia ci giochiamo a tavola?

"L’alimentazione fa parte di quegli stili di vita che giocano un ruolo predominante nel mantenimento della salute a tutte le età. La dieta mediterranea non esclude nessun alimento, prevede addirittura un bicchiere di vino rosso ai pasti, e introduce il concetto di gradualità del consumo. Gli alimenti di origine vegetale hanno la precedenza. Via libera a frutta e verdura possibilmente a chilometro zero e di stagione, legumi, semi a guscio, olio di oliva, carboidrati complessi meglio se integrali. Le carni rosse dovrebbero essere consumate con molta moderazione, mentre gli alimenti ultraprocessati andrebbero proprio evitati", spiega la professoressa Licia Iacoviello, direttrice del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed.

Alimenti ultraprocessati, nemici da combattere

Gli scaffali dei supermercati sono sempre più invasi da cibi prodotti con tecniche industriali. Tutti molto attraenti: dalla comodità di un pasto pronto da scaldare nel microonde al gusto di un sacchetto di patatine, all’economicità di uno snack da portare a scuola come merenda. Una ricerca del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) ha messo in luce come chi ha un elevato consumo di alimenti ultraprocessati, ovvero quelli trattati industrialmente, sia maggiormente a rischio di patologie cardiovascolari e cerebrovascolari. Secondo le analisi, l’eccesso di zucchero ha certamente un ruolo nel danneggiare la salute, ma è responsabile solo del 40% dell’aumento di rischio. Una parte importante potrebbe giocarla proprio la lavorazione industriale, con le modifiche che può indurre nella struttura e nella composizione dei nutrienti.

Photo credit: wundervisuals - Getty Images
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Dieta mediterranea e effetto anti-age

La dieta mediterranea non è soltanto un elenco di alimenti, ma un vero e proprio stile di vita che comprende anche convivialità e spiritualità e che, se adottato sin dalla prima infanzia, ci assicura una vita longeva. Ma non è tutto, perché la dieta mediterranea è in grado di mantenere inalterato il microbiota intestinale anche nei soggetti anziani, favorendo la riproduzione di batteri associati a un sano invecchiamento. "Un’alimentazione ricca di fibre, quindi frutta e verdura, ma povera di carboidrati semplici, zuccheri e dolciumi, mantiene un profilo macrobiotico salutare in quanto previene la nascita di quelle specie batteriche che favoriscono malattie vascolari cronice e progressive come l’arteriosclerosi", commenta Iacoviello. Quella mediterranea può sicuramente essere definita come una dieta anti-age, che non solo allunga la durata della vita ma, prevenendo l’insorgenza di malattie neurodegenerative come demenza e Alzheimer, ne migliora anche la qualità.

Photo credit: Luis Alvarez - Getty Images
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Routine gratificante

Vale la pena ricordare che la longevità non si conquista sono a tavola, ma riguarda anche il corpo e la mente. "Una dieta non deve essere fatta di proibizioni, ma ci deve rendere felici. La dieta mediterranea è ricca di prodotti buonissimi, che appagano sia il palato che la mente. Ma una buona alimentazione, da sola, non basta. Deve essere accompagnata da un’attività fisica, anche leggera, come una passeggiata, una gita in bicicletta, ma anche del giardinaggio, che allena il corpo e da una serie di azioni che tengono attiva la mente. Leggere un libro, andare al cinema o a teatro, incontrare gli amici sono la cornice ideale all’interno della quale vivere una routine gratificante", conclude la professoressa Iacoviello.