Uno per tutti, tutti per... Pierfrancesco Favino, che torna in tv nelle vesti di D’Artagnan

Di Francesca D'Angelo
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Photo credit: Getty Images
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From ELLE

“Da uomo, in questo momento storico sento di avere bisogno di una carezza”. Pierfrancesco Favino lo dice così, in un momento imprecisato della lunghissima conferenza stampa del film Tutti per uno, uno per tutti, e con questa sola frase ci colpisce al cuore. Perché sì, caro Picchio, è proprio così: abbiamo tutti un bisogno pazzesco di tenerezza.

Quindi, diciamolo: il sequel de I moschettieri del re è probabilmente il film più bislacco, scombussolato e leggero realizzato negli ultimi mesi da Favino. Non andrà certo a Cannes, come Il traditore, né interrogherà le nostre coscienze alla stregua di Padrenostro. Però rischia di diventare il film di cui gli saremmo maggiormente grati. Tutti per uno uno per tutti, in onda su Sky Cinema in prima serata a Natale, vuole essere quello che un film di Natale è sempre stato: un momento di speranza collettiva, se non addirittura di fuga dalla realtà, che ci riunirà davanti alla tv in queste feste all’insegna del distanziamento sociale.

“Non sottovaluterei la leggerezza e i messaggi che Tutti per uno veicola, se pur in chiave di commedia”, prosegue Favino, “spero che il film ci regali quel lenitivo psicologico di cui tutti abbiamo bisogno”.

Photo credit: courtesy sky/foto di TULLIO DEORSOLA
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Il film ci riporta nel mondo dei moschettieri di Dumas. Per il regista Giovanni Veronesi non si tratta di un vero e proprio sequel ma di un film a se stante. Comunque sia, i protagonisti sono ancora loro: D’Artagnan (Pierfrancesco Favino), Porthos (Valerio Mastrandea) e Athos (Rocco Papaleo). Li ritroviamo un po’ più invecchiati ma con lo stesso entusiasmo spaccone di sempre. Stavolta partiranno in missione per conto della regina (Margherita Buy) e con loro ci saranno anche due piccoli amici: la principessina Ginevra (Sara Ciocca) e l’orfano Buffon (Federico Ielapi, ossia l’ex burattino di Pinocchio). Da segnalare anche la new entry Giulia Michelini qui nell’originale ruolo di TomTom: una sorta di navigatore umano ante litteram.

“Questo film mi ha dato la rara occasione non tanto di tornare bambino, ma di tirare fuori il bambino che ancora esiste in me: sono andato a cavallo, ho tirato con l’arco, mi sono preso poco sul serio”, continua Favino, “è stata una boccata d’aria fresca”. Obiettivamente gli ultimi ruoli interpretati da Picchio non era stati leggeri, anzi... Per certi versi lo ammette lo stesso attore quando aggiunge: “Spesso noi interpreti ci rileghiamo nel mondo del probabile, o del possibile, mentre oggi c’è bisogno di sconfinare nell’universo dell’improbabile. Per questo ho amato proprio la linea demenziale di Uno per tutti tutti per uno”.

Photo credit: courtesy photo/TULLIO DEORSOLA
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Guardandosi alle spalle, Favino non può che ammettere che “il 2020 è stato un anno particolarmente faticoso”. Ora si prova a ripartire. Non prima di aver fatto scorta di leggerezza, a Natale, con il D’Artagnan di Favino.