Un'Ottima Annata con Russell Crowe ci fa venire voglia di mollare tutto per trasferirci in Provenza

Di Roberta Cecchi
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Eddy LEMAISTRE - Getty Images
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From Cosmopolitan

Chi non sognerebbe di ereditare un castello (con tanto di vigneto annesso) nel cuore della Provenza, dicendo così addio alla vita frenetica della città? Questo è quello che accade a quel fortunato di Russell Crowe in Un’Ottima Annata, pellicola datata 2006 che, a distanza di ben 15 anni, continua a farci sognare una fuga dalla city per una vita più tranquilla e rilassante, tra dolci colline immerse nel verte, panorami da sogno e tanto ottimo vino. Il film racconta la storia del banchiere londinese Max Skinner il quale, dopo la morte dello zio Henry, si reca in Provenza per vedere il piccolo vigneto e il castello che ha ereditato dal parente ormai defunto, tornando in quei luoghi legati alla sua infanzia dove aveva passato alcune delle estati più belle della sua vita.

Certo, lasciare una carriera di successo non è facile inizialmente per Max, ormai diventato una macchina da soldi del tutto priva di emozioni ed in grado di manipolare i mercati e le persone che gli sanno intorno con estrema facilità, dimostrando una totale indifferenza nei confronti del mondo e del prossimo. Una volta ritrovate le proprie origini e i suoi vecchi amici di un tempo però, anche il personaggio interpretato da Crowe inizia pian piano a lasciarsi andare, mettendo da parte l’uomo d’affari che è oggi per lasciare posto al suo io più autentico e vero. La pellicola si ispira al libro A Good Year e racconta l’incredibile infelicità che spesso attanaglia le vite delle persone più ricche ed abbienti che, nonostante i soldi, sembrano aver ormai perso di vista le cose che più contano nella vita, dimostrandosi incapaci di godere della bellezza delle piccole cose (che però portano alla felicità).

Il Max dell’inizio del film infatti è una persona del tutto asettica che resta impassibile perfino davanti alla lettera in cui gli si dice che il suo zio preferito è venuto a mancare, lasciandogli in eredità un castello e una vigna. Roba che noi comuni mortali avremmo appreso prima con sgomento ed estrema tristezza, per poi venire invasi da una sensazione di gioia e gratitudine per quello che si è appena ricevuto in dono (del resto a quante persone capita di ereditare un castello?). Quando Max parte per la Provenza tra l'altro non lo fa con l’intento di ritrovare le proprie radici ma, al contrario, con la volontà di stravolgere completamente quei luoghi. Per fortuna con l’arrivo in Francia il personaggio interpretato da Crowe inizia a ricordare tutti i momenti felici passati in quelle zone, gli amici di un tempo e tutto il bene che (per quanto odi ammetterlo) voleva a suo zio Henry, facendo così tornare a galla tutte quelle emozioni che aveva represso da tempo.

Naturalmente poi non poteva mancare anche una bella storia d’amore grazie alla comparsa di una meravigliosa donna (interpretata dall'attrice francese Marion Cotillard) che riesce a rubare il cuore di Max il quale, anche grazie a lei, inizia a guardare con occhi diversi tutti gli averi lasciatigli in eredità dallo zio. Una commedia romanica insomma questo Un’Ottima Annata, dove l’egoismo e la superficialità lasciano il posto alla voglia di vivere e di condividere il tempo con le persone a cui si vuole più bene. Naturalmente davanti a un ottimo bicchier divino.

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