"Va di moda bere per stordirsi e gli alcolici sono la prima causa di morte dai 16 ai 22 anni"

HuffPost

“Il corpo ha tre sistemi per difendersi dall’alcol: il vomito, il respiro che lo elimina al 10-15 per cento attraverso i polmoni, il fegato che lo neutralizza all’80 per cento con l’alcoldeidrogenasi. Ma questo enzima nei ragazzi fino a 18-19 anni non c’è. Già quindici minuti dopo aver bevuto, tutto l’etanolo è in circolo nel sangue. Ecco spiegate le stragi sulle strade”. Il professor Luigi Rainero Fassati ha 84 anni ed è un pioniere della chirurgia epatica. Durante la sua carriera ha salvato molte vite, altrettante ne ha visto spegnersi. Di giovani, giovanissimi. Molti di loro uccisi dall’abuso di alcolici. Lo racconta in un’intervista al Corriere della sera:

“Oggi è di moda il binge drinking, bere per stordirsi. Chi va in discoteca ha il 31,9 per cento di probabilità in più di ubriacarsi, rispetto al 7,8 di chi non la frequenta. E ingollare drink a garganella aumenta di 70 volte le probabilità di un’epatite acuta fulminante con coma. Ogni anno la tv fa 3 mila ore di pubblicità agli alcolici ma non spiega che sono la prima causa di morte dai 16 ai 22 anni e la seconda dai 22 ai 30”

 Le cause, a suo parere, sono da ricercarsi in una diversa conformazione della società:

“Fino agli anni Novanta non era così. È morta la famiglia. Solo l’1-2 per cento di chi è seguito dai genitori si ubriaca, negli altri casi arriviamo al 18. Alzi la mano chi non ha mai bevuto alcolici, chiedo agli studenti: lo fanno solo gli islamici. Chi si è ubriacato una volta? La alzano 60 su 100. Chi lo fa ogni settimana? Il 5 per cento. Oggi si vendono cocktail buonissimi, dolci, molto economici, scorciatoie sicure per l’eccitazione e la disinibizione”.

Alcolici lui non ne tocca - “Mi sono concesso un whisky di sera fino alla laurea, nel 1961. Da allora sono totalmente astemio. Vino e liquori sono incompatibili con la mia professione” - e nelle scuole cerca di mettere in allerta gli studenti. 

 

″Viola non sapeva che bastano cinque bicchierini...

Continua a leggere su HuffPost