Vaccino Covid, perché servirà un richiamo all'anno: la malattia diventerà endemica

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dose annuale vaccino
dose annuale vaccino

Il virologo Fabrizio Pregliasco, confessa che uno scenario prevedibile per uscire dalla pandemia è quello che vede un richiamo annuale di vaccino per diverso tempo.

Vaccino Covid: la possibilità di un vaccino annuale

Lo stesso CEO di Pfizer, Albert Bourla, ha dichiarato che sarà necessario un vaccino anti-Covid all’anno, per diversi anni. E il virologo dell’università di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano, Fabrizio Pregliasco, ha confermato questa ipotesi:

«Si tratta di un’ovvietà, perché il virus rimarrà con noi e bisognerà continuare a proteggersi probabilmente da ulteriori varianti perché sono la peculiarità di questo virus».

Vaccino Covid, possibile richiamo annuale: a cosa servirebbe

Il professor Pregliasco ha proseguito mostrando la differenza tra SARS-CoV-2 e le altre malattie infettive, evidenziando come l’1% dei guariti di Covid ha comunque il rischio di reinfezione:

«Si è registrata una buona protezione con due dosi, ma poi un calo che non ci stupisce perché l’aver contratto il coronavirus di per sé non garantisce una protezione per la vita neppure ai guariti, rispetto ad altre malattie infettive. […] Ciò detto, la protezione non precipita. Rimane abbastanza alta quella dalla malattia grave, che dopo due dosi è del 95% circa e diventa 80-85% dopo sei mesi. La protezione dall’infezione, che peraltro era un elemento “secondario” perché l’obiettivo di registrazione del vaccino era proprio di evitare della malattia grave, è dopo due dosi all’80% e dopo sei mesi al 55%».

Vaccino Covid, possibile richiamo annuale: il futuro del virus

Il virologo ha poi parlato dell’andamento del virus nel tempo: inizialmente ha causato disagi terribili, per poi stabilizzarsi ma continuando a diffondersi. Proprio per questo motivo è necessaria una protezione continua e a lungo termine, escludendo la possibilità di avere un vaccino che duri negli anni:

«C’è proprio una caratteristica tipica di questo virus, che non determina una risposta diciamo completa e certa. E in più ci sono le varianti che aggirano la risposta immunitaria. Per usare una metafora riconosci l’identikit del virus, la faccia del cattivo, quando l’hai preso. Poi questo cattivo si fa crescere la barba, si taglia i capelli e hai più difficoltà a identificarlo nuovamente».

Infine, ha smentito l’ipotesi della tanto discussa “immunità di gregge“, per via della natura stessa del virus e della risposta che provoca su determinati pazienti:

«È un obiettivo teorico, ovviamente irraggiungibile anche perché c’è questa quota di persone che perdono la protezione e quindi la malattia diventerà endemica».

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