Valentina Cenni e Stefano Bollani, innamorati della vita

Di Ilaria Solari
·5 minuto per la lettura
Photo credit: Adriano Russo
Photo credit: Adriano Russo

From ELLE

In un momento in cui tante relazioni si rompono per “mancanza d’aria”, ci sono coppie che sono invincibili proprio perché condividono tutto: spazi, tempo, passioni, progetti… proprio come Valentina Cenni e Stefano Bollani. Il loro segreto? Siamo andati a domandarglielo...

(Nella foto in alto, Valentina Cenni indossa una sahariana in canvas stretch délavé, Fay. Stefano Bollani la giacca 4 Ganci, capo iconico in canvas di cotone spigato con ganci in metallo galvanizzato, Fay Archive. Styling Monica Curetti. Foto Adriano Russo. Ha collaborato Gabriele Ciciriello; trucco e capelli Laura Boncio)

Valentina Cenni, attrice e Stefano Bollani, musicista, dagli spettacoli alle trasmissioni radiofoniche e televisive insieme, sono inarrestabili. In questi giorni conducono dal lunedì al venerdì alle 20.20 su Rai3, Via dei Matti numero 0, 25 minuti per cantare e chiacchierare di musica. Bollani ha curato anche la colonna sonora di Carosello Carosone, film tv in cui ha un cameo, il 18 marzo su Rai1.

Come vi siete conosciuti?

B: In aeroporto: io andavo a Palermo a suonare Gershwin con l’orchestra e lei a recitare Aggiungi un posto a tavola, ci ha presentati Marisa Laurito. La cosa buffa è che io sono un fan assoluto di Johnny Dorelli e a lei piace Gershwin: questo ci ha dato modo di passare del tempo assieme e conoscerci. Poi, poco dopo, abbiamo cominciato immaginare di fare delle cose insieme: da quelle piccole, la grafica dei miei dischi e dei miei libri, che Valentina ha curato, agli spettacoli in radio e in televisione.

Cosa invidiate del mestiere dell’altro?

C: I musicisti hanno una leggerezza difficile da ritrovare tra gli attori. Spesso Stefano non ha mai incontrato il musicista con cui suonerà, ma subito si intendono: non c’è bisogno di dirsi nulla.

B: Io tendo a improvvisare, e forse ad accontentarmi della prima idea che mi viene, o della seconda. Valentina invece è abituata, attraverso le prove a teatro, ad analizzare un testo, lavorare in gruppo, è molto più attenta. Insieme raggiungiamo un buon equilibrio.

Pregi e difetti dell’altro?

B: Lei è aggraziata, e non solo perché è stata anche una brava ballerina. Sul set porta serenità, è una delle persone più rilassate. Io sono un orsetto nel migliore dei casi, un orso nei giorni difficili.

C: Sono serena perché lavoro tanto prima. Stefano invece è giocoso, ma anche accurato, preciso: lo chiamo il ragionier Bollani. Ed è un uomo coraggioso, non teme troppo il giudizio degli altri.

L’attività in cui siete più compatibili.

B. La chiacchiera. È raro in una coppia, di solito c’è uno che parla tanto e l’altro che sta zitto, noi siamo entrambi loquaci e ciarlieri.

C: Siamo molto compatibili nel modo in cui vediamo le cose: non è avvenuto immediatamente, ma in dieci anni in cui leggiamo gli stessi libri, vediamo gli stessi film e spettacoli, ascoltiamo la stessa musica, diciamo che siamo in sintonia sulla visione del mondo.

E su cosa siete invece incompatibili?

C: Nell’avventura: io amo gli sport estremi, mi piace andare a cavallo, sott’acqua, arrampicarmi e buttarmi, a Stefano non tanto.

B: Hai appena detto che sono coraggioso... Diciamo che io leggo molto durante i suoi sport estremi. Per fortuna però non litighiamo mai, discutiamo moltissimo. Valentina mi ha insegnato a far fuori le cose, a non stare sempre in trincea, liberare il chakra della gola e del cuore, senza serbare rancore. Io ero un po’ orco prima, lo ammetto: omettevo molte cose, come fanno spesso gli uomini, poi ho capito che il confronto è una spinta evolutiva.

C’è qualcosa dell’altro che vi distrae?

B: Posso essere concentratissimo, ma quando lei mi passa davanti resto sempre a bocca aperta, come i cani. È un tale spettacolo.

C. Lui invece arriva come un tornado, con un’idea o con un libro e pretende che l’ascolti. A volte mi legge interi capitoli e, anche se sto lavorando, non ho cuore di raffreddare il suo pathos.

Qual è il segreto per lavorare bene con l’altro?

B: Da lei ho imparato un trucco: declinare sempre le frasi in positivo. Anziché dire: “questo non funziona”, rilanciare con un bel: “potrebbe funzionare ancora meglio”. È un metodo che abbiamo adottato e affinato, lo usiamo con le persone con cui lavoriamo e nelle cose che scriviamo. Con lei vado spesso a caccia dei "non". Funziona.

In quali luoghi o momenti siete più creativi?

B: Casa nostra ci piaceva già molto, dopo quest’anno di pandemia l’abbiamo esplorata in ogni angolo. In particolare un grande tavolo sul quale scriviamo e un pianoforte su cui proviamo tante canzoni. E per chi vuol star più comodo c'è anche il divano.

C: Per me i momenti più creativi sono le passeggiate al mare o in campagna. Ci permettono di ripulire, lasciare andare i pensieri. Lungo la spiaggia di Sperlonga un giorno abbiamo pensato: “Perché non facciamo un programma in radio o in tv che parli di tutte le cose belle della vita, dove poter condividere con più gente possibile la nostra gioia di essere su questa Terra?”. Da lì in poi per magia si è aperto un portone, siamo riusciti a fare entrambe le cose.

B: Vero: la casa è il luogo in cui mettiamo a terra i pensieri, senza routine però: una volta stavamo svegli fino alle cinque. Ora andiamo a letto e ci svegliamo presto. Siamo più circadiani.

Qual è il vostro progetto più bello?

C: Il matrimonio, un paio di anni fa. È uno di quei riti di cui stiamo perdendo il senso, invece sono processi trasformativi per l’essere umano: è importante celebrare, festeggiare con altre persone. A noi ha fatto bene, ci ha dato parecchia energia.

B: Tanto che ci siamo sposati tre volte: una in Brasile, dove andiamo spesso, con uno sciamano, e altre due in Romagna, nello stesso giorno: in un teatro, con il pianoforte, e in un boschetto.

Avete altri progetti nel cassetto?

B: Io ho un disco che esce il 26 marzo, El Chakracanta / Live in Buenos Aires, è la registrazione live di due concerti per pianoforte e orchestra, con musiche di Astor Piazzolla e Horacio Salgán: si divide in un concerto azzurro, dedicato al chakra della gola, e in uno verde, per quello del cuore. Valentina sta invece girando un film da regista, di cui io farò la colonna sonora.

C: Non ha ancora un titolo, per ora sto girando il corto che ne anticipa il progetto: sarà un film sulla forza dell’amore.

Due cuori mille idee

Leggi anche le interviste alle altre coppie:

Ernst Knam e Alessandra Mion

Marijana Radovic e Marco Bonelli

Francesca Barra e Claudio Santamaria