Valentino Re-Signify a Shanghai: un percorso emozionale tra moda, arte, cinema, video

Di Antonio Mancinelli
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Photo credit: Courtesy Press Office Valentino
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From Marie Claire

Non è esattamente una mostra. Non è esattamente una presentazione, né tantomeno una celebrazione di un marchio contraddistinto da elementi così potenti come quello creato da Valentino. È il primo capitolo di quel processo di aggiornamento degli elementi che lo caratterizzano, quello che il direttore creativo Pierpaolo Piccioli chiama ri-significazione, un termine usato in psicologia per descrivere la connotazione di nuovi significativi eventi appartenenti al passato. Quindi il grande evento della maison Valentino che si tiene negli spazi della Power Station of Arts di Shanghai fino al 17 gennaio, Piccioli lo chiama Brand Experience «perché non mi piace, non riesco e mi sembra riduttivo limitare tutto a una parola sola, me ne servono almeno due», scherza, in una conferenza via Zoom con i giornalisti di tutto il mondo. Curata con Mariuccia Casadio e Jacopo Bedussi, è un itinerario dove i simboli connaturati allo stile Valentino - la rosa, il motivo a borchie Rockstud, «che unisce borghesia e punk» il rosso - dialogano con opere d'arte, frammenti di film, fotografie, artwork e allestimenti che sono stati realizzati per l'occasione. Tutto vuole andare incontro a quella trasformazione dei consumatori del lusso «da casta che segue un lifestyle, dove in realtà tutti dicono e fanno le stesse cose o vanno negli sessi posti, a community che condivide le medesime passioni, si ritrova nella ricerca di determinati argomenti ma al contempo mantiene inalterata la propria identità».

Photo credit: WWC
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Quello dell'identità - intesa come segno distintivo di personalità e non come stigma sinonimo di divisione - è un concetto che a Piccioli sta molto cuore. Nell'ultima sfilata di settembre, quella per la primavera-estate 2021, il casting dei modelli era stato accuratamente scelto tra giovani non professionisti, ma che avessero in comune un «qualcosa che trasmettesse emozione», molto diversi tra loro per anatomia, etnia, comportamenti. E lo ha tenuto a ribadire anche nella chiacchierata virtuale dove ha insistito, a chi chiedeva perché nel titolo di questa esperienza ci fossero le parole "prima parte" «perché potrebbe aggiungersi una seconda, una terza e così via». Nel processo di ri-significazione è implicito il valore della libertà di interpretazione, di combinazione, di accostamenti, tant'è vero che «non ci sono percorsi prestabiliti, si può iniziare da qualsiasi parte si voglia, perché è destinata ad abitanti di un mondo nuovo».

Photo credit: Konglei
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Un mondo molteplice e possibile in cui troviamo architetture illusorie, capi della maison dal passato remoto o recente, scarpe e accessori di collezioni concepite in momenti diversi, compresi i meravigliosi abiti fuori scala della Couture of Grace and Light (tenuta a Roma lo scorso luglio, con abiti "impossibili" a rendere al contrario possibile il sogno che solo un certo tipo di artigianato può riprodurre) insieme a opere degli artisti Jacopo Benassi, Cao Fei, Jonas Mekas, Stanley Mouse, Robby Müller, Quayola, Anna Ridler, Rachel Rose, Sølve Sundsbø, Natália Trejbalová e Weirdcore. Così, quella che poteva sembrare, agli occhi dei più cinici, un'operazione di marketing rivolta soprattutto a coloro che fanno parte della Generazione X per esser loro più vicini e in un luogo, la Cina, dove la pandemia sembra fortunatamente essersi tramutata in ricordo, invece per Piccioli è «un esperimento che non sappiamo quali risultati potrà dare. E aver scelto Shanghai significa confrontarsi con un popolo che ignora la lunga storia della maison Valentino: sarà interessante anche per me osservarne gli sviluppi in termini di comunicazione e di contatto umano».

Photo credit: Courtesy Press Office Valentino
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Forse, allora, più che di ri-significazione, ma questo è solo il nostro modesto parere, si dovrebbe parlare anche di ri-semantizzazione di un linguaggio - perché la moda è un linguaggio e quella di Valentino ha sempre avuto un alfabeto molto specifico - ovvero l'attribuzione di un nuovo senso significato a un elemento lessicale esistente, che così diventa un neologismo estetico. E assume quindi valori altri, perché ogni parola, ogni atto, ogni gesto con il passare del tempo acquisisce nuovi valori e modalità di comprensione, sia mentale, sia emotiva.

Photo credit: Courtesy Press Office Valentino
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Ne sono esempi eccezionali le opere scelte da Piccioli con Casadio e Benussi: per esempio, la rilettura dei pois a opera del fotografo Sølve Sundsbø proiettati direttamente sulle modelle senza abiti per sottolineare che l'abito è “una seconda pelle" si contrappongono al bianco e nero crudo, quasi feroce, di un altro grande fotografo come Jacopo Benassi, che ritrae aiuole di rose di giardini aristocratici quasi come creature aliene.

Photo credit: Sølve Sundsbø. Courtesy Press Office Valentino
Photo credit: Sølve Sundsbø. Courtesy Press Office Valentino
Photo credit: Jacopo Benassi. Courtesy Press Office Valentino.
Photo credit: Jacopo Benassi. Courtesy Press Office Valentino.

E così che anche la parola romanticismo, così tanto cara a Pierpaolo Piccioli, si priva di ogni possibile tintura confetto e diventa una prospettiva romantica che attrae per il suo orientamento dinamico, la sua comprensione della totalità dell’individuo come entità fisica e psicologica. Una visione così importante, fresca e contemporanea soprattutto in tempi come i nostri, dove a farci nascere il desiderio non è il bisogno, ma il sogno.