Vanessa Gravina: «Non paragonatemi a Marlene Dietrich»

Il 17 gennaio Vanessa Gravina debutta al Teatro Quirino, con lo spettacolo italiano «Testimone d’accusa», tratto dall’omonima commedia di Agatha Christie, con la regia di Geppy Gleijeses e la traduzione di Edoardo Erba.

Ad interpretare lo stesso ruolo nel cult-movie del 1957, firmato da Billy Wilder, fu la grande attrice tedesca Marlene Dietrich, alla quale Vanessa non vuole essere paragonata.

«Marlene Dietrich ed io? L’unica cosa che abbiamo in comune è che siamo entrambe nate sotto il segno del Capricorno: autodisciplinate, latentemente folli e molto ambiziose», esordisce Vanessa nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

«Ho il non facile compito di ricoprire il ruolo che, nel celebre film del 1957, un cult-movie firmato da Billy Wilder, interpretava proprio la grande attrice tedesca. Ovviamente non mi azzardo a cercare dei paragoni con lei, un mito della cinematografia internazionale, sarebbe ridicolo».

Non una questione di modestia a suo avviso, ma di buon senso. «È un fatto oggettivo. Soccomberei al confronto e se mi ci metto a pensare non ne esco... Ciò che mi colpisce in Marlene è il suo essere androgina, quasi mascolina, una femminilità che oserei dire casta, non ostentata, seria rigorosa».

Dal settembre 2018, Vanessa ricopre anche i panni della contessa Adelaide di Sant’Erasmo nel «Paradiso delle signore», la serie in onda su Rai1. Un ruolo che comincia ad andarle stretto.

«Non nego che la ripetitività seriale comincio ad avvertirla, tuttavia aggiungo che si tratta di un ruolo ben costruito, ben riuscito e poi... per fortuna il teatro mi distrae, proponendomi figure di donne molto diverse, come in questo caso. Quando sarà arrivato il momento di concludere, e sarà ora di finirla, chiuderò il capitolo senza problemi».