A Venezia le attiviste si sono vestite da sirene per protesta contro il G20

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Photo credit: Luca Zanon/Awakening - Getty Images
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Extinction rebellion colpisce ancora. Il movimento ambientalista famoso per le sue manifestazioni a difesa del clima ha inscenato una nuova protesta contro i governi dei più importanti Paesi al mondo, riuniti in questi giorni a Venezia in occasione del G20. Dopo le mani incollate, il ponte di Calatrava "insanguinato" e le trecento scarpette da bambino disseminate lungo il ponte degli Scalzi per ricordare i migliaia di ragazzi senza futuro che ogni giorno muoiono a causa di fame, pandemie, guerre e caldo letale, stavolta sono state cinque attiviste vestite da sirene le protagoniste delle contestazioni di ieri contro il cambiamento climatico.

Photo credit: Luca Zanon/Awakening - Getty Images
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Silenziose e imperturbabili, le manifestanti hanno attirato subito l'attenzione di turisti e passanti per il loro costume azzurro a coda di sirena, infilato con agilità prima di stendersi sul pelo dell'acqua, ai piedi del ponte dei Santi Apostoli, sulla direttrice verso Rialto, inscenando una morte per avvelenamento delle acque. Dietro di loro uno striscione in italiano e inglese: "Stanno avvelenando i nostri sogni", mentre un "menestrello" sulle note di Bella ciao si chiede se e quando riusciremo a "costruire un futuro migliore".

Photo credit: Luca Zanon/Awakening - Getty Images
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"Le sirene rappresentano i nostri sogni, ma specialmente i sogni delle nuove generazioni, che abbiamo il dovere di proteggere – spiegano gli organizzatori –. Questi sogni sono avvelenati dall'avidità con cui i nostri governi portano avanti le solite logiche di mercato e di profitto con cui pochi si sono arricchiti a discapito di molti, anche e soprattutto in questo ultimo anno". E proseguono: "L'anno della pandemia, infatti, ha reso evidenti le contraddizioni nel modello di sviluppo adottato dal nostro paese e ha evidenziato la necessità di costruire un mondo nuovo, non solo al termine dell'emergenza, ma proprio per uscire da essa e per affrontare le emergenze che si presenteranno in futuro: un mondo con giustizia sociale e climatica, in cui le decisioni sul futuro del Pianeta sono prese in modo democratico e condiviso". Secondo il movimento ambientalista ad avvelenare le sirene sarebbero proprio i soldi che i governi non hanno la volontà e il coraggio di investire per ridurre i combustibili fossili. Quegli stessi soldi che oggi giacciono nell'acqua insieme alle cinque sirene, simbolo dell’incontro tra gli esseri umani e il mare, come la stessa città di Venezia, e oggi voce di un’intera generazione che rischia di ricevere in eredità un pianeta invivibile.

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