Vent'anni fa esatti Bridget Jones è stata la vera anticipatrice della body positivity?

Marco Torcasio
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From ELLE

Il 4 aprile 2001 usciva il film che avrebbe influenzato più di una generazione di donne. Ecco che cosa abbiamo imparato dalla single più iconica del cinema. Se la bilancia ti manca di rispetto e l’unico uomo che ti ha chiamata negli ultimi mesi ha sbagliato numero, è il momento di riguardare Il diario di Bridget Jones.

Nel quartiere West End di Londra, il 4 aprile 2001 andava in scena la première del film con protagonista Renée Zellweger, ritratto disimpegnato e sarcastico di una ragazza single a metà strada tra l’Elizabeth Bennet di Jane Austen e la Carrie Bradshaw di Candace Bushnell. L’adattamento cinematografico dell’omonimo best seller di Helen Fielding raccontava le stranezze di una poco più che trentenne, tra abitudini malsane e l’incombente etichetta di “zitella”. Vent'anni dopo il film è un vero cult e Bridget l’icona di più di una generazione. E oggi che ricorre l'anniversario di quel successo, possiamo affermare che da quel diario abbiamo imparato qualcosa. Anche sulla bellezza.

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1. L'elisir di giovinezza è in una goccia di vino

Chi non ha mai cantato a squarciagola una straziante canzone d’amore tipo “All By Myself” dopo qualche bicchiere di troppo? Ma l’hangover non porta consiglio, meglio rivalutare il potere dell’uva in un’ottica cosmetica. In 20 anni la vinoterapia è diventata una pratica antiage dai risultati certi grazie al potere antiossidante di polifenoli dei vinaccioli o del resveratrolo dei tralci in grado di tonificare la pelle.

2. Struccarsi sempre la sera e detergere la pelle anche il mattino dopo

Se Bridget potesse tornare indietro, eseguirebbe un saggio demaquillage, indispensabile per prevenire e contrastare l’invecchiamento della pelle. Questo perché durante la notte l’epidermide si rigenera velocemente, fino a otto volte di più, con un picco massimo tra le ore 23 e le quattro del mattino (meglio non aggiungere tormenti sulla vecchiaia a quelli sul nubilato). Al risveglio una detersione soft è utile per rimuovere gli eccessi di sebo e risvegliare il viso.

3. Sì ai bigodini mentre fate altro

Bridget li indossa mentre passa l’aspirapolvere (siamo sempre state multitasking). Quelli contemporanei sono termici e dimezzano i tempi dello styling. E se i primi tentativi non vanno a buon fine, si può sempre annodare sotto il mento un foulard di seta come le dive degli Anni ‘60. Ma non per una gita in spider: un colpo di vento potrebbe giocarvi un brutto scherzo.

4. Attenzione all’epilazione fai-da-te

Se sentite la tentazione, come Bridget, di dare una passata di rasoio durante la doccia, fate attenzione a quel che usate. Durante e dopo la doccia la pelle è più sensibile e i peli molto morbidi. Meglio scegliere prodotti specifici per rendere efficace la depilazione e ridurre il rischio di irritazioni.

5. Rivalutare i "mutandoni” come accessorio self-confident

«Le possibilità di arrivare al dunque con un uomo aumentano quanto più sono brutte le mutande che si indossano». Se c’è una scena passata alla storia è sicuramente quella in cui Bridget indossa i “granny panties”, i “mutandoni della nonna”. Che Miss Jones sia stata un’inconsapevole anticipatrice di quella che oggi chiameremmo “body positivity”? Il segreto del suo outfit e delle sue curve non era poi così diverso dallo shapewear che oggi accompagna le star nelle apparizioni pubbliche. Non a caso Kim Kardashian ha pensato bene di farne un business. Skims è il suo marchio di “solution wear”, intimo modellante nato per permettere a tutte le donne di armonizzare la silhouette senza rinunciare a comodità e benessere.

Gli alleati giusti? Eccone alcuni da mettere alla prova.

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