Venti di passione, l'orologio icona di Chanel, compie 20 anni e continua a regalare emozioni

Di Marta Saladino
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Photo credit: courtesy photo
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From ELLE

Mai come quest'anno si è parlato di tempo e di dati, di istanti rubati, di ore e persino di propiziatori countdown per cronometrare la fine di questo doppio numero beffardo, 2020, che di certo entrerà nella storia. Anche in quella dell’orologeria però, scandita da un anniversario che segna, è il caso di dirlo, la meglio gioventù di un’icona di Chanel Haute Horlogerie: il J12.


Per giocare con la numerologia, sono infatti trascorse 175.200 ore da quando, nel 2000 – anno del fantomatico Millennium bug – questo modello ha scardinato i rigorosi quadranti dei segnatempo grazie all’estro di Jacques Helleu, allora direttore creativo dell’orologeria Chanel. Con l'innato spirito dissacrante tanto caro alla Maison, Helleu si lasciò ispirare dal mondo sportivo e dalla brama di libertà en plein air: il nome era ed è un omaggio all’eleganza delle vele di una classe di barche, le J Class 12 appunto, che sfidavano le onde nell’America’s Cup. Un viaggio in acque inesplorate, dove la ceramica fece per la prima volta la sua comparsa grazie a questo orologio unisex, da subito nera e poi, dal 2003, nella versione bianca, rimasta inalterata nelle successive due decadi. Cristallizzata come un diamante.

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Ora invece, per il J12 scatta il momento ludico, come ci confida Arnaud Chastaingt, direttore dello Studio Creativo dell'Orologeria Chanel: «Il J12 compie vent’anni: possiamo dire che è l'età più bella della sua vita? Ho un rapporto molto speciale con questo orologio, che mi ha affascinato e ispirato dal primo giorno. La sua audacia è rimasta intatta nel tempo, è riuscito a preservare tutta la libertà e la spensieratezza che ne hanno fatto un mito», spiega. «È come una regina della moda che si è imposta nel panorama dell'orologeria, e ora è diventata la mia musa. Per celebrare questo compleanno come si deve ho progettato quattro nuovi "look", con una sola ossessione: Rock the icon!», continua.

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Il J12 quindi, nelle vesti di una perfetta centennial, festeggia al claim di #J12Turns20 agghindandosi nella versione J12.20 con (quasi) tutti i simboli creati da Mademoiselle Coco, e che hanno costellato la storia e il successo di Chanel. Sul quadrante e sulla lunetta si ritrovano, così, la borsa 2.55, la camelia, il leone, il flacone del leggendario Chanel N°5 o una giacca di tweed, punteggiati da 12 diamanti. Un’edizione limitata di 2020 pezzi, disponibile anche nella versione smaltata della Haute Horlogerie numerata in soli 5 pezzi, a cui si affianca un’ulteriore novità che scandisce questa giovane annata: il J12 Paradoxe, un’autentica sfida tecnica dove due anime, il bianco e il nero, lo yin e lo yang, si incontrano sullo stesso quadrante.

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Per immortalare questo compleanno in una campagna pronta a lasciare il segno, scendono in campo sei muse d’eccezione della Maison, che ricordano il loro ventennio di secondi decisivi racchiudendoli in una sola frase. Qualche esempio? «20 anni sono troppo pochi per amarsi», confida Vanessa Paradis, indiscussa égérie del marchio dal lontano 1991, quando, nella pubblicità firmata Jean-Paul Goude, volteggiava su un trapezio come un uccello del paradiso in un'elegante voliera, consacrando il profumo Coco – e se stessa – ad ambassador senza tempo del mondo Chanel (non a caso, più avanti, è stata testimonial di numerosi altri cult della Maison, come il rossetto Rouge Coco, ndr).

«20 anni in un solo secondo: pieno di colori», sintetizza invece la super top Naomi Campbell, prima modella nera ad andare sulla copertina di Elle Uk, attiva sia sulle passerelle che in campo umanitario, tanto da guadagnarsi l'affettuoso nomignolo di "nipote onoraria" da Nelson Mandela. Le fa eco una più onirica visione di Claudia Schiffer: «A 20 anni non c'era differenza tra sogno e realtà. Io vivevo i miei sogni». Sogni che, per lei, sono stati un susseguirsi di copertine e spot, incarnando il volto del profumo Cristalle di Chanel nel 1990, ma anche quello di Chanel Horlogerie nel 1995.

Insomma, è davvero tutta una questione di secondi nella vita, di istanti da vivere e da rendere eterni. In un attimo di gran classe.

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