Vento di passioni, perché sesso e romanticismo sono spariti dagli schermi negli ultimi 15 anni?

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Photo credit: normal people
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È piacevole cullarci nell'attesa di una prossima ondata di ottimismo e innovazione. Arriveranno davvero i nuovi années folles? Cosa succederà sui nostri (piccoli e grandi) schermi? “Sapremo per certo di essere entrati in una nuova era solo quando sesso e romanticismo torneranno al cinema”, avverte il New York Times. Mancano da una quindicina d’anni, tranne poche eccezioni. Durante il regime dei supereroi, abbiamo visto tanti corpi perfetti, anche nudi, sudati e statuari, ma “per nulla arrapati”, come fa notare la scrittrice R.S. Benedict dalla rivista digitale Blood Knife: “Chris Hemsworth/Thor guardava Natalie Portman come un cucciolo di golden retriever e non gli passava per la mente di strapparle i vestiti con il suo potente martello, così per dire...». Nelle scene di sesso, quando c’erano, “non percepivi la minima attrazione, nessuno era affamato di nessuno”.

Il cinema erotico ammazzato dai siti porno? «Assistiamo a uno spostamento», spiega Maria Giovanna Luini, medico psicoterapeuta e scrittrice: «L’erotismo diventa visivo, disponibile, accessibile a ogni età, e molto teorico. Gli stimoli di eccitazione sono continui e, dopo un po’, perdono il mordente o si spostano nello spazio della teoria e non più della realizzazione pratica. Certo, la comunicazione che riguarda il distanziamento sociale non sta aiutando: il bisogno di Eros resta vivo, ma come si può esprimere?».

Ci siamo chiusi in casa, pane fresco e streaming. Dall’Irlanda, Normal People - e due attori diventati famosi dalla sera alla mattina, Paul Mescal e Daisy Edgar-Jones - ci ha fatto tornare la voglia di innamorarci: il sesso come scoperta, la chimica della loro prima volta che trapassava lo schermo e risvegliava piacevoli ricordi lontani (su Starzplay). Ma è Bridgerton (Netflix) la serie più eccitante del lockdown che ha infiammato i sensi e ci ha tenuti incollati in bingewatching notturni con il duca di Hastings che insegnava il piacere alla sua Daphne. Da Netflix arriva la conferma: tra i titoli di maggior successo, durante l’esilio domestico, anche Virgin River - un intreccio classico, lei che fugge da un dolore e si nasconde tra le montagne, dove incontra il ruvido Jack - e il romance Holidate con Luke Bracey e da Emma Roberts, un film che ha provato a svecchiare il genere e, evidentemente, ha convinto.

«Il cinema è sempre stato una macchina desiderante», commenta il critico cinematografico Paolo Mereghetti, «ha sempre costruito parte del suo fascino sul desiderio, anche casto. Non è un caso che, da un anno, ci manchi completamente la sala buia dove i desideri e la fantasia cavalcano sicuramente meglio che sul divano di casa, col telefono che squilla e il bambino che piange». Il digiuno dal buio della sala ci avrebbe reso più ricettivi. Ma perché, a un certo punto, il meccanismo si è inceppato? «Hollywood, negli ultimi decenni, con la concentrazione degli studios, sta veramente cambiando», spiega Mereghetti, «grandi produzioni per pubblici generici dove le sfumature di grigio, rosa o rosso non hanno spazio. Altro fattore da considerare: la marea montante di moralismo che si ripercuote anche sul racconto delle relazioni, ci vanno tutti coi piedi di piombo. Sui set, c’è una persona addetta a verificare che le scene di sesso non siano offensive per nessuno». In Italia è appena stata abolita la censura ma non c’erano film censurabili, per motivi sessuali, da decenni: «Ho sempre pensato che la censura stimolasse i grandi autori», dice Mereghetti, «portandoli a inventare strade espressive alternative. Pensate a Caccia al ladro quando Cary Grant e Grace Kelly finalmente si baciano: la scena è montata coi fuochi d’artificio. Non si vede nulla ma la fantasia galoppa...».

Quanta colpa hanno i social? Ne hanno, secondo il sociologo Francesco Morace: «Negli ultimi vent’anni il desiderio delle persone si è rivolto quasi esclusivamente alle forme di celebrazione di sé. Il mondo dei social ha radicalizzato questa tendenza verso un narcisismo quasi patologico. Contava solo la permanente attività di "essere in vetrina", aldilà delle relazioni più o meno durature. Questo ha portato alla scomparsa di commedie romantiche e film erotici».

Che le nuove generazioni siano meno interessate al sesso? «I giovani possiedono l’energia creativa nella sua forma piena: tutta da esprimere e da vivificare», spiega Maria Giovanna Luini. «Non credo siano meno interessati al sesso, e il successo di siti a sfondo erotico lo dimostra, casomai ne hanno troppe raffigurazioni esterne: lo vedono un po’ ovunque, non hanno molto da scoprire. Cosa c’è da sapere in più, cosa possono vedere che non abbiano già visto? Quando manca il mistero, la magia fa più fatica a rivelarsi...».

Dal nostro sondaggio "Ripensare noi stessi" sui cambiamenti portati dalla crisi emerge che tra le persone più soddisfatte della propria vita sessuale, nell’ultimo anno, ci sono le coppie con figli. «La pandemia ha radicalizzato le relazioni: le coppie sposate con intesa anche sessuale hanno rafforzato il loro legame, quelle in bilico sono esplose», dice Morace. «Abbiamo scoperto che contano i pochi e profondi legami con le persone che amiamo. Ed ecco che “una nuova educazione sentimentale” si farà largo insegnando a selezionare le esperienze più sulla base del sentimento che delle gratificazioni immediate».

Che la nuova tendenza sia sesso e romanticismo insieme? Film erotico e rom com? Di sicuro, il desiderio in noi non muore mai, come dice Luini: «Ogni tanto si dimentica di attraversare la cortina della razionalità; gli schermi seguono le nostre evoluzioni culturali ed emotive. Ogni epoca ha le proprie raffigurazioni: sono conseguenze e non cause, e si innesca un flusso in entrata e in uscita che è reciproco. Raffiguriamo la conseguenza di ciò che stiamo vivendo, viviamo anche seguendo suggestioni. Tutto va e tutto ritorna».

E se gli schermi seguono le rivoluzioni culturali, nell’era post #metoo qualcosa deve per forza cambiare. «C’è un meme popolarissimo in questo momento negli Stati Uniti che dice “Ciao, sono una donna nei film e raggiungo l’orgasmo molto facilmente con la penetrazione vaginale”... Solo al 17 per cento delle donne succede ma Hollywood ignora il desiderio femminile da decenni o lo rappresenta nel modo sbagliato. Non è più tollerabile», spiega Wednesday Martin, antropologa e scrittrice che lavora anche come consulente per il cinema: «Finché i grandi capi degli studios non abbracciano la cultura del consenso e politiche sessuali più illuminate non riusciranno a parlare alle donne. E ai giovani. Che non si bevono narrazioni vecchie e stantie, piene di stereotipi di genere. Per i nostri ragazzi, poi, andare al cinema è diventato un evento, i ventenni guardano i film su Netflix e Amazon, vivono su Instagram e TikTok. Socialmente e tecnologicamente siamo più atomizzati, frammentati...». Una regista ha appena vinto un Oscar, un’altra il premio per la miglior sceneggiatura originale. «Ne sono felice, speriamo ce ne siano sempre di più che ci raccontino finalmente come noi donne ci sentiamo davvero. E mi lasci dire un’ultima cosa sui vecchi film erotici: Lolita era un film su un uomo che faceva sesso con una minorenne, Maria Schneider confessò di essersi sentita psicologicamente violentata sul set di Ultimo tango a Parigi. Credo che il pass “è l’opera di un genio” non basti più e io questo lo chiamo progresso».

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