"Verme". "Buffone". Lo scontro tra Donald Trump e Borat su twitter

Claudio Paudice
·Giornalista, L'HuffPost
·2 minuto per la lettura
(Photo: ABC via Getty Images)
(Photo: ABC via Getty Images)

Sono volati gli insulti tra Donald Trump e Sacha Baron Cohen. Al presidente americano che lo ha definito “un verme” dopo l’uscita del nuovo film di Borat, il comico britannico ha riposto dando al capo della Casa Bianca del “buffone razzista” e offrendogli un lavoro, dal momento che “dopo il 20 gennaio” resterà disoccupato.

Il sequel delle avventure di Borat negli Usa è uscito questo fine settimana su Amazon Prime: incaricato dal premier del suo Paese di portare un dono ai leader americani per corromperli e riportare in auge il Kazakhstan nei palazzi della politica, Baron Cohen stavolta mette la sua “candid camera” a “un battito di cuore” dal presidente. Borat si fa beffe del vice presidente Mike Pence e incastra l’avvocato personale di Trump, Rudy Giuliani, in una situazione compromettente con l’attrice bulgara Maria Bakalova, che recita nel ruolo di Turan, la figlia quindicenne del giornalista kazakho, a sua volta nei finti panni di una reporter minorenne.

Nel film Giuliani viene ripreso steso su un letto con le mani nei pantaloni. “Non so cosa sia successo. Ma sapete, anni fa ha cercato di incastrare anche me fingendosi giornalista della Bbc”, ha detto Trump ai cronisti che lo accompagnavano sull’Air Force One e alludendo al tentativo dell’attore di intervistarlo nel 2003 per la serie ‘Ali G’. “Io sono stato l’unico che ha detto, mai e poi mai. E’ un finto. Non lo trovo divertente. Non so nulla di lui tranne che ha cercato di imbrogliarmi. Per me è un verme”, ha aggiunto poi il presidente, secondo quanto riportato su Twitter dall’inviato alla Casa Bianca di Voice of America che si trovava sull’aereo presidenziale.

“Donald, apprezzo la pubblicità gratuita per Borat. Neanch’io ti trovo divertente, eppure l’intero mondo ride di te. Sono sempre alla caccia di buffoni razzisti e dopo il 20 gennaio avrai bisogno di un lavoro. Parliamone”, ha replicato l’attore.
Ieri intanto la beffa a Giuliani è finita tra gli sketch di Saturday Night Live. L’attrice Kate McKinnon, che quest’anno ha ripreso il ruolo dell’ex sindaco di New York, viene ripresa di spalle con le mani apparentemente nei pantaloni e la scusa stavolta è che “il microfono era finito lì dentro”. Giuliani aveva replicato a Borat sostenendo che le immagini del film erano perfettamente innocenti: “Dopo aver tolto il microfono, stavo rimettendo a posto la camicia”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.