Viaggia all'insegna della sostenibilità con il vero turismo responsabile

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Photo credit: SolStock - Getty Images
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È tornata l’estate, ora più che mai c’è voglia di viaggiare, ma tu che tipo di turista sei? Dopo un anno e mezzo di pandemia che ci ha “obbligati” in casa per far fronte alle molteplici ondate di questo letale virus, le persone ora vogliono tornare a una sorta di normalità prepandemica. Questa voglia di libertà e di spazi aperti comprende sicuramente anche il tema vacanziero, ora più che mai attuale dato il periodo estivo. Forse però non c’è proprio bisogno di tornare a come eravamo prima di questa pandemia... Forse si può fare un passo avanti, nella giusta direzione e migliorarsi ulteriormente. Con le giuste regole, abitudini e con la consapevolezza possiamo diventare un nuovo “Noi”.

Il 5 giugno scorso, in occasione della giornata Mondiale dell’ambiente, a Roma è stato inaugurato l'orologio del clima sulla facciata del Ministero della Transizione Ecologica. Questo “Climate Clock” segna quanto tempo rimane a noi e al nostro pianeta prima di arrivare a un “punto di rottura” in cui gli eventi atmosferici diverranno sempre più forti e distruttivi a causa del surriscaldamento globale. Secondo gli ultimi calcoli degli esperti rimangono pochi anni alla Terra (circa 6 anni e 200 giorni per essere precisi) per cercare di arrestare l’aumento delle temperature. Ancora 1,5 gradi Celsius in più e potrebbe essere troppo tardi. Non siamo qui per fare comunicati sensazionalistici o per creare panico, bensì cerchiamo solo di far comprendere quanto sia fragile il nostro mondo e quanto basterebbe poco per migliorarlo. Ma c'è un possibile aiuto per affrontare questo problema, una tipologia di turismo che salvaguarda l’ambiente e aiuta a sviluppare le popolazioni locali.

La definizione di turismo responsabile, solidale e consapevole

Photo credit: Joel Carillet - Getty Images
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Questa tipologia di turismo nasce alla fine degli anni ottanta. È contraddistinto da una duplice consapevolezza verso il luogo in cui ci si reca. La prima riguarda senza alcun dubbio l'ambiente: il turista responsabile evita di danneggiarlo in alcun modo. La seconda invece riguarda le popolazioni che abitano la località visitata. Anche in questo caso il turista ha un atteggiamento rispettoso della cultura e delle leggi locali garantendo nel frattempo anche il benessere della popolazione; sempre più spesso capita infatti che i ricavi dell'industria turistica locale (oggettistica e affini) rimangano in mano all'imprenditore o al negoziante, senza che vi sia un vero vantaggio per la gente del posto. Il termine “Turismo responsabile” (o solidale, o consapevole) viene necessariamente utilizzato con riferimento ai paesi del “Terzo Mondo” o in via di sviluppo. È proprio in questi paesi che si concentra una parte essenziale del patrimonio ambientale del pianeta. Questa tipologia di turismo si ripromette di preservare l’ambiente e le popolazioni locali che spesso sono in difficoltà. Soprattutto quest'ultimo aspetto, quello delle popolazioni in difficoltà, mette in relazione il concetto di ecoturismo con quello di commercio equo e solidale. Molte associazioni benefiche e organizzazioni internazionali a favore dell’ambiente indicano l'ecoturismo come adeguato strumento per rinforzare le politiche di sviluppo sostenibile globale.

Turismo responsabile e sostenibile o turismo equo solidale?

Nel gergo odierno vengono usate molte varianti della denominazione “turismo responsabile” riferendosi però in sostanza allo stesso concetto. Si parla per esempio di “turismo consapevole” quando intendiamo riferirci al consumo consapevole. Parliamo di “turismo sostenibile” riferendoci al concetto economico di sviluppo sostenibile. Diciamo “turismo solidale” riferendoci al commercio equo e solidale o alle iniziative di solidarietà verso i Paesi più sfortunati e via dicendo. Di nessuna di queste espressioni virgolettate però esiste una definizione corretta e universalmente riconosciuta. L'Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR) nel 2005 ha impiegato la seguente definizione: “il turismo responsabile è il turismo attuato secondo principio di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell'ambiente e delle culture”.

Photo credit: Lauren DeCicca - Getty Images
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Facciamo un po’ di chiarezza con tutti questi termini:

  • “Turismo consapevole” riferito al concetto di consumo consapevole.
    Per consumo consapevole si intende la tendenza a pianificare le proprie abitudini di acquisto e di consumo in modo da avvicinare la propria preferenza ai prodotti che posseggono determinati requisiti quali per esempio le loro modalità di produzione ( come la sostenibilità ambientale del processo produttivo e l'eticità del trattamento accordato ai lavoratori). Quindi se per esempio una determinata marca (di un oggetto qualsiasi) sottopaga i suoi lavoratori facendoli lavorare per troppe ore ogni giorno al fine di produrre il vostro oggetto preferito, potrete optare di non comprare più quella marca in favore di altre che sostengono i propri dipendenti, in una sorta di silenzioso boicottaggio.

  • “Turismo sostenibile” riferito al concetto economico di sviluppo sostenibile.
    Il concetto economico dello sviluppo sostenibile è in sostanza un connubio tra una giusta forma di sviluppo economico e la salvaguardia dell'ambiente. Questo ha dato poi vita all'economia sostenibile, appoggiandosi almeno in parte alla cosiddetta economia verde. Sono oramai tantissime le aziende che seguono questa idea. Dai colossi dell’e-commerce alle grandi organizzazioni pubbliche e private, molti adottano i bilanci sociali o report di sostenibilità e misurano gli impatti sociali generati dalle proprie attività economiche per essere in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. L’economia non dovrebbe essere orientata solo al profitto, ma al benessere collettivo e a migliorare la qualità della vita. Questo concetto è stato colto e intrapreso da molte organizzazioni internazionali che sono arrivate ad adottare il cosiddetto “bilancio integrato”. Quest’ultimo unisce la rendicontazione delle attività finanziarie con quella delle attività non finanziarie (bilanci sociali). Il concetto di sostenibilità è parte centrale e fondamentale dello sviluppo sociale, economico e ambientale di tutte le Nazioni. Per ovvie ragioni i paesi del “Terzo Mondo” sono quelli che più necessitano di tale sviluppo, di aiuti umanitari e di tutela dei diritti.

  • “Turismo solidale” riferito al concetto di commercio equo e solidale.
    Simile al concetto del consumo consapevole, anche il commercio equo e solidale o commercio equo (Fair Trade, in inglese) strizza l’occhio all’ambiente. Quest’ultimo è una forma di commercio che ha lo scopo di garantire al produttore e ai suoi dipendenti un prezzo giusto al loro prodotto, assicurando nel contempo anche la tutela del territorio. Il commercio equo solidale si oppone alla massimizzazione del profitto a scapito dell’ambiente o dei lavoratori, solitamente praticata dalle grandi catene di distribuzione organizzata e dai grandi produttori. Lo scopo tipico di questo commercio è di vendere direttamente al cliente finale, limitando la catena di intermediari.

La to-do list per i tuoi viaggi all'insegna del turismo responsabile

Photo credit: Tamara Malesevic / EyeEm - Getty Images
Photo credit: Tamara Malesevic / EyeEm - Getty Images

Dopo aver letto queste definizioni ti sentivi già una turista responsabile o vuoi provare a esserlo da ora? Ricorda queste semplici regole (che vorresti sicuramente rispettassero anche gli altri turisti quando visitano la tua nazione…)

  • Rispetta l’ambiente! Se vai al mare dove è presente un barriera corallina (Mar rosso, Maldive, ecc.. ) NON camminarci sopra! Distruggeresti un intero ecosistema. Non gettare mozziconi di sigaretta in spiaggia. Butta i rifiuti negli appositi cestini.

  • All’estero cerca di soggiornare in piccoli hotel a conduzione familiare, così da aiutare la loro economia interna.

  • Evita fast food o altre grandi catene di ristorazione… mangia local! Sicuramente i ristoranti del posto sapranno valorizzare i loro piatti tipici usando prodotti della loro terra che saranno quasi sicuramente a Km zero.

  • Evita di comprare oggettistica in catene di negozi specializzate ma orientati verso il vero artigianato locale. Valorizzerai il lavoro di quegli artigiani e darai modo alle loro famiglie di continuare a creare i loro fantastici lavori.

  • Se proprio non è espressamente necessario (come per esempio percorrere un tratto di deserto e/o affini) evita mezzi motorizzati quali quad o motocicli. Se puoi, noleggia biciclette per esplorare il posto in cui ti trovi. Lo farai in maniera ecologica e sana.

  • Segui sempre le regole… (può sembrare un consiglio banale, ma fidati!) specialmente la numero uno: non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. Quindi paese che vai, regole che trovi (e rispetti)!

E ora non resta che augurarti... buon viaggio!

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