Victoria De Angelis racconta quella volta che Damiano fu “licenziato” dai Maneskin (e poi ripreso)

Di Redazione Digital
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Photo credit: Jacopo M. Raule - Getty Images
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Da quando hanno vinto Sanremo 2021 con la loro Zitti e buoni (siamo fuori di testaaa /Ma diversi da loro) attorno ai Maneskin si è creato un gran rumore che, di giorno in giorno, ci permette di scoprire qualcosa di più sulla band romana. Foto di Damiano al liceo, foto di Damiano con i capelli biondi, foto di Damiano in gonna popolano i social e per fortuna, perché non ci metteremo certo qui a negare la nostra crush per l'Harry Styles italiano.

Proprio grazie a tutti questi dettagli stiamo conoscendo meglio anche gli altri componenti della band e in particolare Vica De Angelis, la batterista del gruppo, che si è guadagnata gli onori della cronaca per le parolacce sul palco di Sanremo post vittoria (e d'altronde anche noi avremmo reagito nello stesso entusiastico modo) e si profila sempre più come una personalità interessante della musica italiana.

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È proprio dalla sua attrazione istintiva per la chitarra, imbracciata quando era piccolissima, che nascono i primi germogli dei Maneskin. Victoria frequenta le medie musicali, lì scopre la magia del basso e decide di fondare una band. Come racconta al Corriere: "Avrò messo in piedi una decina di gruppi e in uno dei primi c’era Damiano. Ci chiamavano The Third Room perché suonavamo in aula 3. Ahimè ci sono dei file su SoundCloud che andrebbero eliminati... Facevamo metal e Damiano voleva fare cose più pop. Lo abbiamo allontanato".

Nei mesi in cui Damiano è stato "licenziato" dal gruppo, i progetti non si sono fermati, continua Victoria: "Ho incontrato Thomas (Raggi, il chitarrista ndr) e con lui abbiamo cambiato un sacco di cantanti. Non ci convinceva nessuno. A un certo punto avevamo trovato una ragazza brava, ma viveva fuori Roma e non riusciva a incastrare gli impegni. In quel momento si è rifatto vivo Damiano. Mi ha scritto che voleva fare sul serio: non era più una pippa, era migliorato. Poi ecco Ethan (Torchio, il batterista ndr), trovato mettendo un avviso sul gruppo Facebook Ricerca musicisti a Roma".

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E così prende vita il progetto Maneskin, che dalle aule scolastiche di Roma arriverà all'Eurovision 2021, con polemiche annesse perché i ragazzi, per poter partecipare, dovranno censurare Zitti e buoni, togliendo alcune parole considerate offensive. E a proposito di vocaboli insoliti, Victoria De Angelis ha raccontato anche l'origine del nome del gruppo: "Dovevamo partecipare a un concorso e non avevamo ancora un nome. La sera prima ci siamo messi a cercarlo e gli altri mi hanno detto di provare a dire delle parole in danese (sua mamma è danese, ndr). Non mi ricordo quali fossero le altre, ma è piaciuta måneskin che significa chiaro di luna". Tra allontanamenti temporanei (dai risultati benefici) e nomi suggestivi, la storia dei Maneskin traccia una parabola ascendente e a noi rimane solo una domanda: ma com'è che ogni dettaglio che scopriamo sulla band ce li fa piacere sempre un po' di più?