Violenza domestica e poliziotti conniventi: in Grecia le donne dicono basta e scendono in piazza

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Photo credit: EVA MARIE UZCATEGUI - Getty Images
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Una storia terribile. Una ragazza abusata dal padre per anni e poi finita nelle mani di un poliziotto che l'ha costretta a prostituirsi. Un corpo di polizia corrotto e connivente nei casi di violenza di genere. La rabbia e il dolore delle donne greche. Ad Atene sono scese in piazza centinaia di persone per protestare contro il clima di omertà che rende estremamente difficile proteggere le donne dalla violenza domestica dato che i poliziotti scelgono spesso di non perseguire le denunce e in alcuni casi si rendono complici degli stessi abuser. "Tutto quello che abbiamo visto, da mezzogiorno di sabato fino all'alba di domenica, ha creato la sensazione che la polizia volesse insabbiare il caso", ha spiegato l'avvocata della ragazza Antonia Legaki a The Press Project, "È chiaro che il governo dovrà dare delle risposte sulla normativa attuata".

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Tutto è iniziato lo scorso weekend quando una barista ha notato una ragazza di 18 anni che appariva terrorizzata e aveva lividi sul volto e sul corpo. Le ha chiesto se aveva bisogno di aiuto e il giorno dopo la ragazza è tornata e le ha raccontato la sua storia: il padre abusava di lei da quando aveva 11 anni e da un mese e mezzo era finita nelle mani di un poliziotto che la teneva segregata per costringerla a prostituirsi all'interno di una rete di traffico sessuale. La barista è riuscita a nascondere la giovane donna e l'ha accompagnata alla polizia. A quel punto, però, come denuncia l'avvocata Legaki, la polizia ha tentato di insabbiare il tutto trattando la ragazza come un'imputata: gli agenti degli Affari Interni l’hanno tenuta segregata per un intero giorno sotto interrogatorio impedendole di comunicare con la madre e con i legali. Solo a tarda sera la diciottenne è stata portata in ospedale, ma sempre sotto stretta sorveglianza della polizia.

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Domenica il padre della ragazza e l’agente che la teneva rinchiusa sono stati arrestati e portati dal procuratore. I due si sono presentati con la maglia di un noto sito porno, gestito da personaggi già coinvolti in passato in reti di traffico sessuale. "Non permetteremo che questo caso venga insabbiato" ha commentato un portavoce di SYRIZA mentre diversi gruppi femministi si sono attivati per organizzare manifestazioni di denuncia. L'avvocata Legaki ha raccontato di aver già ricevuto "informazioni specifiche su altre vittime" e ha spiegato a The Press Project che sarà necessario impegnarsi per smantellare la rete di traffico sessuale che questo caso ha portato alla luce oltre che indagare sul ruolo delle forze dell'ordine al momento della denuncia.

La polizia greca è considerata tra le più corrotte d'Europa e un recente report di Amnesty International ha denunciato arresti arbitrari, uso illegittimo della forza, linguaggio violento e sessista oltre a un particolare accanimento verso "attiviste per i diritti delle donne, sindacalisti, membri di partiti politici, avvocati e altre persone che stavano partecipando o avevano fatto appello alla partecipazione a manifestazioni di protesta pacifiche". Nel corso di alcune proteste, inoltre, i manifestanti hanno riferito che diversi poliziotti antisommossa si sono identificati come membri del partito di estrema destra Alba Dorata. A tutto questo si aggiunge la tendenza a minimizzare i casi di violenza domestica e a insabbiare reti di traffico sessuale che in alcuni casi hanno coinvolto anche esponenti politici di altro livello. "La vera lotta per la protezione di questa nostra sorella e di ciascuna delle nostre sorelle, in modo che nessuno di noi possa mai più essere al posto della vittima, inizia ora", ha detto il collettivo femminista Witches Of The South invitando a scendere in piazza e farsi sentire. La vera lotta deve iniziare ora.

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