Virus Cina: cos’è e quali sono i sintomi

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Dopo ben 17 anni dal primo caso di SARS, la malattia polmonare che aveva già mietuto centinaia di vittime e contagiato migliaia di persone in tutto il mondo, un nuovo virus si affaccia dalla Cina. Il suo nome è 2019-n-CoV.

Virus Cina: cos’è

Apparentemente, il primo contagio è stato registrato a Wuhan, così come tutti i casi seguenti. Tutti coloro che l’avevano contratto erano stati al mercato del pesce, dove sono presenti anche altri animali vivi. Il contatto, dicono però gli esperti, è possibile anche da uomo a uomo ed è dunque scattata l’allerta dopo il primo caso negli Stati Uniti. I coronavirus, così chiamati proprio per via della loro forma a corona, sono solitamente stati già classificati e divisi in categorie, ma questo nuovo 2019-n-CoV sembra del tutto nuovo e solo il 9 gennaio è stato reso pubblico dalle autorità cinesi parte del genoma.

Quali sono i sintomi

A prima vista il virus parrebbe una classica influenza, con febbre, tosse, mal di gola, ma anche con difficoltà respiratorie e una polmonite sovrapposta a quello già elencato. Il trattamento si basa quindi sulla sintomatologia, ma non esistono ovviamente vaccini e farmaci specifici, in quanto è tutto ancora sotto esame. Le autorità italiane si sono già mobilitate all’aeroporto di Fiumicino, dopo il primo caso riportato negli USA e osservano ora la presenza di sintomatologie applicabili ai viaggiatori che usufruiscono delle tre rotte per Wuhan. Gli eventuali sospetti infettati verranno reindirizzati all’ospedale Spallanzani per accertamenti.

Come essere al sicuro

Data la trasmissione uomo a uomo e i 6 decessi già avvenuti in individui indeboliti, oltre alle centinaia di infezioni registrate, sia le autorità cinesi che il Ministero italiano raccomandano, se si è in Cina o se si deve necessariamente andare a Wuhan, di evitare assolutamente le zone di mercato, portarsi una mascherina filtrante e ridurre al minimo i contatti fisici con altre persone. Altre regole igieniche prevedono questioni più basilari, come lavarsi sempre le mani, non toccarsi la faccia se prima non si è fatto questo. Viene anche raccomandato di non partire se si è gia debilitati o malati, e di evitare i luoghi affollati o dove sono presenti sintomi respiratori da parte di altri. Per chi dovesse necessariamente partire, si raccomanda di fare un vaccino antinfluenzale almeno due settimane prima della partenza ed osservare la comparsa di eventuali sintomi.

I rischi in Europa

Riguardo i rischi di una diffusione in territorio europeo, il Ministero della Salute afferma che “il rischio è basso, ma non escluso”, in quanto nonostante tutti i controlli attivati, è possibile che in queste due settimane passate qualcuno possa veicolare il virus, cominciando a mostrarne i sintomi solo ora. Data la capacità di essere trasmessa da uomo a uomo e la velocità di propagazione, l’ECDC ha alzato il livello di allerta per la malattia da “lieve” a “moderato”.

Le cure

Giuseppe Ippolito, direttore dell’IRCSS del centro di malattie infettive dell’ospedale Spallanzani a Roma, spiega che con la pubblicazione di parte del genoma, è stato possibile creare un test per riconoscere con sicurezza la presenza della malattia. Riguardo le cure, invece, sembra tutto molto lontano e per ora bisogna necessariamente affidarsi alle terapie sintomatologiche. Molti dei pazienti sotto cure, tuttavia, hanno riportato miglioramenti e non sembra al momento si possa gridare alla nuova Febbre Spagnola.