Virus cinese: paura a Parma, primi tre casi in Europa

Virus cinese: un caso sospetto a Parma

I casi di persone contagiate da coronavirus aumentano in tutto il mondo. Dal Messico agli Usa, da Singapore all’Arabia Saudita, fino in Europa (con 4 sospetti in Scozia, 3 accertati in Francia). Anche in Italia si moltiplicano le segnalazioni e sale la psicosi da “virus cinese”.

L’ultimo caso sospetto a Parma: una donna italiana di ritorno da Wuhan. La paziente, ricoverata nel reparto di malattie infettive dell'Ospedale Maggiore, comunque in buone condizione di salute, ha accusato lievi sintomi di infezione alle vie respiratorie.

Le aziende sanitarie locali hanno attivato tutte le procedure previste dal Ministero della salute e dalle autorità regionali. Dai primi esami sulla donna ricoverata è emersa la presenza del virus influenzale di tipo B. Si tratta di primi accertamenti effettuati presso il laboratorio dell'istituto di Igiene dell'Università di Parma su tampone orofaringeo. Si attendono dunque ulteriori esami da parte dei laboratori di riferimento per escludere definitivamente la presenza di coronavirus.

Tre casi confermati in Francia

Intanto si registrano i primi casi accertati in UE. Il primo a Bordeaux, nel sud-ovest, il secondo a Parigi, come ha annunciato in tv la ministra della Salute, Agnes Buzyn. “Il paziente ha 48 anni ed è rientrato dalla Cina, dove è passato da Wuhan. Si è fatto visitare, è ricoverato in una camera isolata. E' stato in contatto con una decina di persone dopo il suo arrivo in Francia". L'uomo è di "origini cinesi", ma residente in Gironda, la regione di Bordeaux. Si trovava in Cina per motivi professionali. Si sa poco invece del paziente ricoverato a Parigi, all'ospedale Bichat, a parte il fatto che anche lui è rientrato dalla Cina. nella tarda serata del 24 gennaio, è stato confermato anche il terzo caso di coronavirus in Francia.

Virus cinese: una studentessa veneziana in quarantena a Wuhan

C'è anche una studentessa italiana tra gli 11 milioni di persone ora in quarantena nella metropoli di Wuhan, focolaio del virus cinese che ha già mietuto 26 vittime. Il suo nome è Petra Vidali, 24 anni, da Venezia. Petra studia al college della Huanzhong University of Science and Technology, principale università della città.

Petra Vidali. Fonte: Facebook

Dell'isolamento forzato, riporta Nuova Venezia, racconta: "Abbiamo deciso per precauzione di rimanere nel college, dove le autorità dell’università hanno messo a disposizione degli studenti mascherine, sapone e un termometro per l’autodiagnosi. Questo avviene in ogni università di Wuhan, che al momento sembra una città fantasma”. "Il governo, la provincia e le università hanno preso tutte le precauzioni possibili per evitare un ulteriore contagio", dice, sottolineando che la situazione è sotto controllo.



41 milioni di persone isolate

Secondo gli ultimi dati, sono 830 i casi confermati di pazienti contagiati dal coronavirus in Cina, mentre, secondo la Commissione sanitaria nazionale, salgono a 1.072 i casi sospetti.

Dopo aver disposto la quarantena per le città di Wuhan, Huanggang ed Ezhou, da venerdì 25 gennaio le autorità cinesi hanno deciso di chiudere anche alcune sezioni della Grande Muraglia e l'intera struttura di Disneyland Shanghai "per garantire la salute e la sicurezza" di tutti. Arrivano così a 41 milioni i cittadini bloccati a causa dell'isolamento imposto dall'epidemia del virus.


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Vaccino in 3 mesi

Intanto, secondo quanto comunicato dall’Ansa, l'immunologo e direttore dell'Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive del National Institute of Health degli Stati Uniti, Anthony S. Fauci, fa sapere che un vaccino potrebbe essere disponibile già in tre mesi: "Un vaccino contro il nuovo coronavirus potrebbe esser testato sull'uomo in tempi record, meno di tre mesi, rispetto ai 20 mesi del vaccino sperimentale per la Sars".


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