Virus in Iran: il rito shock che diffonde il contagio

Fedeli che leccano i santuari in Iran (Fonte: Twitter)

Sono a dir poco scioccanti le immagini - riportate dal Jerusalem Post ma ormai diventate virali online - che mostrano alcuni fedeli musulmani mentre leccano e baciano le superfici del santuario di Hażrat-é Maʿsūmeh, nella città iraniana di Qom, a dispetto dell’epidemia di coronavirus che anche in Iran ha mietuto 978 contagi e 54 vittime (dati aggiornati al 2 marzo 2020). Un bilancio di decessi, questo, che secondo i conteggi ufficiali sarebbe il più alto fuori dalla Cina.

I leader religiosi rifiutano i consigli del Ministero della Sanità di chiudere i luoghi sacri dove ogni giorno si recano migliaia di persone in tutto il Paese, senza così porre un freno alla diffusione dell’infezione.

Leccare le superfici dei santuari è una pratica comune per i fedeli musulmani, convinti che le città sante del Paese siano “luoghi di guarigione”.

Un cittadino ha voluto sfidare gli avvertimenti del Ministero della Sanità e si è filmato mentre leccava deliberatamente il santuario sciita della città di Mashhad, per poi postare online il video. L’uomo, la cui identità rimane sconosciuta, è stato arrestato dalle autorità lo scorso 29 febbraio.

Ma non è l’unico a credere che nei santuari sciiti il coronavirus non abbia effetto: sono vari i video preoccupanti comparsi online in cui i fedeli dichiarano frasi quali “Non importa cosa succede”, “Non ho paura dell’epidemia”.

La maggior parte dei contagi in Iran è concentrata nella città di Qom, dove anche numerosi bambini sono stati sorpresi a leccare e baciare i santuari.

Intanto, gli operatori sanitari del Paese hanno ammesso che il numero di decessi da coronavirus potrebbe essere cinque volte più alto di quanto affermano i dati del governo e il capo del programma per le emergenze dell’Organizzazione mondiale sanità, Mike Ryan, ha avvertito che l’Iran potrebbe avere a che fare con un’epidemia molto più letale di quanto si creda.

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