Vis à vis tra due poltrone d'autore o di quando le riedizioni traducono la storia in contemporaneità

Di Isabella Prisco
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Photo credit: Courtesy Photo Visionnaire
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From ELLE Decor

L'estetica resta, la tecnica cambia: i progetti di design rieditati nel 2020 omaggiano i maestri del Novecento riproponendo pezzi d'archivio e arredi che hanno segnato l'evoluzione del progetto in Italia e nel mondo. Forme e volumi fedeli alle versioni originali oggi sono infatti frutto di processi creativi e industriali figli del tempo presente. Restituire nuovo valore all'opera dei più grandi progettisti significa per le aziende che accolgono l'ardua sfida della riedizione recuperare tutto il fascino e l'importanza della loro traccia storica lasciata negli anni. Con uno sguardo (anche) sul futuro. I progetti presentati quest'anno, si inseriscono perfettamente nella dimensione attuale dell'abitare, con le loro linee a tratti classiche, a tratti (ancora) avveniristiche. Pe capire come, basti infatti guardare le due poltrone protagoniste di questo vis à vis: da un lato Mercury di Rito Valla, ripensato da Visionnaire, dall'altro la 875 di Ico Parisi per Cassina.

Photo credit: Courtesy Photo Visionnaire
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Era il 1963 e Ipe, azienda fondata nel 1959 a Bologna dai fratelli Pompeo e Vittorio Cavalli, partecipa alla prima edizione del Salone Internazionale del Mobile di Milano con la poltrona e il divano Mercury, disegnati da Rito Valla. Oggi le due celebri interpretazioni del living pensate dal noto scultore emiliano tornano con una riedizione limitata di Visionnaire disponibile su 1stDibs. Fedele al progetto originale, la seduta e il sofà a due posti continuano a stupire per l'elevata ingegnerizzazione che si cela dietro le forme morbide e sinuose dell'imbottito. Al suo esordio, il sistema rivoluzionario introdotto da Ipe vedeva infatti l’utilizzo dei polieteri, conformati su strutture reticolari metalliche leggere, in sostituzione al kapok, al crine, alle molle, alle corde elastiche e ai chiodi. Adottati i polimeri più moderni, la riedizione conserva i caratteristici volumi bombati e accoglienti tipici del segno grafico di Valla e della sua scultura di vitale corporeità e grazia. "Le proposte di Visionnaire - racconta l’Art Director Eleonore Cavalli, nipote dei fondatori di Ipe - fondono artigianalità ed esclusività fino a inserirsi nell’area del collezionismo di pezzi unici o a tiratura molto limitata. Negli anni più recenti il nostro brand si è addentrato in maniera sempre più decisa nella sperimentazione del rapporto tra arte e design e nella proposta di oggetti del desiderio".

Photo credit: Courtesy Photo Cassina, DePasquale+Maffini
Photo credit: Courtesy Photo Cassina, DePasquale+Maffini

Sono gli anni Cinquanta quando, con Cesare Cassina, Ico Parisi inizia una pluriennale collaborazione: il debutto risale al 1954 con la poltrona 813 passata alla storia come “la poltrona a uovo”. Nel 1960 il noto architetto e designer italiano nato a Palermo 44 anni prima disegna invece la poltrona 875. Rigorosa ma accogliente, tiene traccia della sperimentazione espressiva e formale tipica del suo autore: i volumi così solenni e rigorosi sono smorzati dal contrasto dei materiali impiegati e, pur avendo connotati classici, risulta comunque versatile e adattabile a qualsiasi contesto. La struttura, inizialmente riempita in gommapiuma tagliata a spigoli vivi, oggi viene rieditata da Cassina con un’imbottitura in poliuretano espanso in modo da mantenere la sua forma lineare e squadrata. A cui si aggiungono poi inediti tessuti e nuove finiture. Grazie a un attento lavoro filologico e di ricerca e sviluppo svolto in collaborazione con Roberta Lietti, curatrice dell’Archivio del Design di Ico Parisi, l’azienda riscopre così le radici della cultura dell’abitare degli anni ‘50, inaugurando un nuovo capitolo dell’antologia dedicata alle riedizioni dei grandi maestri dell’architettura del Novecento.

Photo credit: Courtesy Photo Cassina
Photo credit: Courtesy Photo Cassina