Vita e carriera di Adele Cambria, giornalista e scrittrice, femminista e attrice per l'amico Pasolini

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Photo credit: Facebook Adele Cambria
Photo credit: Facebook Adele Cambria

Adele Cambria, nata nel 1931 e morta nel 2015, è un personaggio estremamente moderno, all'avanguardia quando era in vita, ma forse lo sarebbe anche oggi. Non a caso è considerata una delle madri del femminismo in Italia ed è stata anche una delle prime donne a scrivere sui quotidiani nazionali insieme con Camilla Cederna e Oriana Fallaci. Tra le tre, come lei stessa faceva notare, è stata l'unica "così incosciente da sposarsi e fare figli".

Cambria, pur cominciando dalle pagine di costume, diventa ben presto una giornalista impegnata e il suo imperativo è quello di vedere con i suoi occhi quello che racconta e siccome ne vede davvero tante, dalla rivolta di Reggio Calabria fino al femminismo, la legge sull'aborto, le rivendicazioni delle Brigate Rosse, il suo collega Raffaele La Capria la definisce una "fatina prezzemolina". In effetti così minuta, con un bel viso, brunetta e con gli occhi chiari, sembra davvero una fatina, ma con un animo da leonessa. Vediamo la sua storia.

Adele Cambria, le origini calabresi, il legame con Roma

Adele Cambria nasce il 12 luglio del 1931 a Reggio Calabria, in una famiglia che lei stessa definisce "cattolicissima e borghesissima". Si diploma al liceo classico Tommaso Campanella della sua città e poi frequenta la facoltà di Giurisprudenza all'Università di Messina, dove sua madre la accompagna a ogni lezione. La mamma di Adele è una figura piuttosto ingombrante e forse è anche uno dei motivi per cui lei non vede l'ora di andare via e fin da giovane comincia a pensare che proprio il giornalismo possa essere il suo biglietto verso la libertà.

Prima di dedicarsi alla scrittura a tempo pieno, tenta il concorso per entrare in Magistratura, ma non va bene, allora opta per un concorso da impiegata pur di andare via dalla Calabria, una terra cui negli anni resterà sempre legata, ma che quando è giovane è atavica e fin troppo crudele con le donne, lei stessa in un libro racconta dell'umiliazione che dovevano subire le giovani spose, quando dopo la prima notte di nozze veniva esposto il lenzuolo macchiato di sangue per dimostrare che erano vergini prima del matrimonio.

Adele vuole la libertà e riesce a guadagnarsela. Dopo la laurea, ottenuta nel 1953, si trasferisce a Roma, dove dimostra subito di non essere affatto una provinciale sprovveduta, ma un'abile aspirante giornalista, capace di intrufolarsi ovunque, dalle gallerie d'arte alle conferenze letterarie. E in quella stanzetta in affitto a Roma sente di avere finalmente uno spazio tutto suo e ben presto si guadagna da vivere con la sua penna, diventando poi una delle giornaliste più attive. Infatti comincia scrivendo per il settimanale Il Mondo diretto da Mario Pannunzio e per Il Giorno, fin dalla fondazione del giornale di Gaetano Baldacci. Proprio per Il Giorno si ritrova a Milano, anche se Roma sarà sempre la sua città, fino alla fine.

Adele Cambria racconta le donne e il femminismo

Le capita di incontrare moltissimi personaggi famosi e scrive di donne di qualsiasi tipo ed estrazione sociale, dall'ultima regina d'Italia Maria José, cui dedica nel 1966 il suo primo libro, una biografia e diari inediti per i tipi di Longanesi, fino alla clochard della Stazione Termini, che la ispira per la piece teatrale La regina dei cartoni. Da Liz Taylor a Soraya, dalle sorelle Schucht (tra le quali c'è Giulia, moglie di Gramsci) a Grace Kelly e Brigitte Bardot. E poi ci sono le colleghe che ammira e con cui collabora, come Camilla Cederna e Dacia Maraini. In particolare con Maraini e con altre femministe fonda il teatro La Maddalena.

Proprio il femminismo ha un ruolo importante nella vita di Adele Cambria, che si impegna attivamente nelle lotte contro l'aborto e a favore del divorzio, sposando spesso le posizioni dei Radicali. Nel 1967, per esempio, è in Piazza Montecitorio al sit-in organizzato dai Radicali e dal Movimento di liberazione della Donna a sostenere slogan come "Aborto libero e vasectomia", "Anticoncezionali gratuiti per non abortire, aborto libero per non morire".

Per quanto riguarda il rapporto con le altre figure femminili più importanti del giornalismo italiano, Cambria manifesta una grande riconoscenza nei confronti di Camilla Cederna e soprattutto di sua madre Ersilia Gabba, che le chiedono di occuparsi di costume quando è appena arrivata a Milano e non conosce ancora nessuno. Come racconta in una intervista del 2009, "Per un mese le Cederna, a colazione, mi hanno insegnato tutto". Invece su Oriana Fallaci, nella stessa intervista, dice: "Lei mi ha teso una trappola, quando eravamo entrambe a Montecarlo per un servizio. Da allora non ci siamo più rivolte la parola".

Adele Cambria attrice per Pasolini

Nel 1956, mentre è alle prese con i suoi esordi come giornalista, Cambria conosce Pier Paolo Pasolini. Glielo presenta Goffredo Parise, uno scrittore di successo per il quale lei ha una cotta. Parise le dice "stasera ti faccio conoscere un grande poeta amico mio" e così lei entra in contatto con il regista che si presenta come un personaggio timido, con una giacchettina di un verde stinto, come lei stessa racconta. Diventano grandi amici, tanto che Pasolini la convince a fare l'attrice nei suoi film.

Il primo ruolo che ricopre è quello della napoletana Nannina in Accattone del 1961. Eppure lei si ribella al suo amico quando le propone il personaggio. Gli dice "Ma tu sei pazzo! Mi fai interpretare una disgraziata. Io sono una donna emancipata, non una succube che aspetta fedele un marito che e viene dal carcere e ogni volta che torna libero le pianta un figlio nella pancia". Pasolini le risponde "E invece sì, tu sei anche questa donna" e alla fine la convince.

Quattro anni dopo, nel 1965, è sé stessa in Comizi d'Amore. Pasolini la intervista accanto a Oriana Fallaci e Camilla Cederna per parlare di libertà sessuale ed è qui che lei fa notare di essere stata l'unica, tra le tre, ad avere avuto il coraggio di fare due figli. Passano altri tre anni e, nel 1968, Cambria è una serva in Teorema. Pasolini non è l'unico regista per il quale recita, infatti nel 1973 è di nuovo sul grande schermo, ma per l'ultima volta, in Teresa la ladra di Carlo Di Palma, un film tratto da un romanzo della sua amica Dacia Maraini con Monica Vitti come protagonista.

Adele Cambria scrittrice e giornalista spesso dimissionaria

Quando inizia la sua carriera da giornalista, Cambria scrive per le "colonnine di costume", spesso usando lo pseudonimo maschile Leone Paganini. Sua madre non la prende benissimo e commenta "Sei andata via per descrivere la guêpière di Soraya!". Ma Adele si libera presto dell'etichetta di giornalista "mondana" per diventare sempre più impegnata. La sua prima avventura a Il Giorno dura dal 21 aprile 1956 al 31 dicembre 1959, quando si dimette per solidarietà al direttore e fondatore Gaetano Baldacci, che il Presidente dell'Eni Enrico Mattei si trova costretto a licenziare. Nel frattempo lei continua la sua collaborazione con Il Mondo e poi inizia nuove collaborazioni.

Tra le testate più importanti con cui lavora nel corso della sua lunga carriera ci sono Paese-Sera, La Stampa, Il Messaggero, l'Espresso, L'Europeo. Negli anni 70 dirige Effe, il primo mensile femminista venduto nelle edicole, poi torna a Il Giorno dal 1985 al 1997. Dal 2000 al 2002 lavora per Il Domani della Calabria e dal 2003 al 2009 collabora con l'Unità. Nel frattempo lavora anche in tv e in radio. Comincia la sua collaborazione con la Rai dal 1963, poi dal 2000 al 2003 realizza per RaiSat Album 39 E la Tv non creò la donna, con 80 ospiti. Poi sullo stesso canale realizza Trittico meridionale, con una prima puntata dedicata all'antropologo Ernesto De Martino e intitolata La terra del rimorso, la seconda, dal titolo La rivolta dei non-si-parte, sulla siciliana Maria Occhipinti, e la terza dedicata alla rivolta di Reggio Calabria nell'estate del 1970, vissuta in prima persona da Cambria, e intitolata La rivolta e il professore. Nel frattempo, dal 1969 al 1999, collabora con la rivista mensile Noi donne. Nel 2011 ha una rubrica all'interno della trasmissione di Daria Bignardi Le invasioni Barbariche su La7.

Cambria è nota anche per le sue frequenti dimissioni (i suoi amici la definiscono un'"umorale dimissionaria"), che racconta in un libro edito da Donzelli nel 2010 intitolato Nove dimissioni e mezzo. Oltre alle prime, quelle da Il Giorno per solidarietà con Baldacci, ce ne sono altre, tra cui anche quelle da Lotta Continua, che sono le seste e arrivano dopo dissidi con Adriano Sofri in seguito a un articolo in cui, sull'omicidio del commissario Luigi Calabresi, viene scritto che è "un atto in cui gli sfruttati riconoscono la loro volontà di giustizia". Cambria, che è direttrice responsabile (perché serve un giornalista professionista a ricoprire il ruolo e lei non si tira indietro), non approva quell'articolo che va comunque in stampa e lei scrive al giornale chiedendo "che cosa c'entrano gli sfruttati con questi omicidi", e si dimette. Si ritrova però imputata per apologia di reato, anche se viene assolta per mancanza di prove. Le ultime dimissioni sono invece quelle da L'Unità. Cambria è certamente una donna di sinistra, ma non ragiona mai per partito preso e non ha mai paura di manifestare il suo dissenso, chiunque abbia davanti, da Adriano Sofri a Palmiro Togliatti, e non teme di dire che "i palazzinari sono la divinità della sinistra italiana".

Photo credit: Fototeca Storica Nazionale. - Getty Images
Photo credit: Fototeca Storica Nazionale. - Getty Images

La vita privata di Adele Cambria

Come abbiamo già ripetuto più volte, Adele Cambria è l'unica del mitico trio di giornaliste Cederna-Fallaci-Cambria ad avere anche un marito e dei figli. A Milano, infatti, conosce Bernardo Valli, giornalista e scrittore suo collega che esercita un particolare fascino su di lei perché a 19 anni si è arruolato nella Legione straniera francese e vi resta fino al 1954. Lui, dopo il praticantato presso il quotidiano L'Italia, proprio come Adele è a Il Giorno nel 1956, anno di fondazione del giornale. Tra i due è subito amore e nel 1957 si sposano per poi separarsi qualche anno dopo, ma anche dopo la separazione Valli la sostiene durante il processo in cui è imputata. Dalla loro unione nascono due figli, Emilio e Luciano, che vivono all'estero. In particolare Luciano, con la moglie Agnes e i figli Clemente e Simeone, vive in Olanda. Cambria parla in un suo libro di un misterioso amante olandese, che pare sia esistito davvero, anche se, ha detto lei, ora è intrappolato nelle pagine di Storia d'amore e schiavitù. Con il figlio Luciano Valli ha scritto a quattro mani Tu volevi un figlio carabiniere nel 1997.

Tra gli altri libri, oltre ai già citati Maria Josè (Longanesi, 1966), Tu volevi un figlio carabiniere (Stampa Alternativa, 1997), Storia d'amore e schiavitù (Marsilio, 2000) e Nove dimissioni e mezzo (Donzelli, 2010), ricordiamo anche: Dopo Didone (Cooperativa Prove, 1974, romanzo); Amore come rivoluzione - La risposta alle lettere dal carcere di Antonio Gramsci (Sugarco, 1976); In principio era Marx (Sugarco, 1978); Il Lenin delle donne (Mastrogiacomo, 1981); L'Italia segreta delle donne (Newton Compton Editori, 1984); L'amore è cieco (Stampa Alternativa, 1995, racconti); Isabella. La triste storia di Isabella di Morra (Osanna Venosa, 1997); Istanbul. Il doppio viaggio (Donzelli Editore, 2012); In viaggio con la zia (Città del sole edizioni, 2012). Ha scritto anche le opere teatrali Nonostante Gramsci (1975), In principio era Marx - La moglie e la fedele governante (1980) e La regina dei cartoni (1985-2001).

Nella sua vita Adele Cambria, oltre a scriverli, ha anche collezionato molti libri e, poiché i figli vivono all'estero, li ha voluti donare alla Casa delle Donne di Roma. Il figlio Luciano a settembre del 2015 annuncia che la madre è gravemente malata e scrive un breve messaggio sul blog aperto da Adele nel 2008, poi, il 5 novembre 2015, dà l'annuncio della sua morte attraverso i social network: "Purtroppo mia madre si è spenta stanotte. Pace all'anima sua".

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