Vita e peripezie di Christine Granville la spia polacca dalla vita leggendaria

Di Antonia Matarrese
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Photo credit: Apic - Getty Images
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From Harper's BAZAAR

Nome in codice: Christine Granville. Sotto questa falsa identità si nascondeva la contessa polacca Krystyna Skarbek (1908-1952), bellissima e coraggiosa, prima donna a essere ammessa nell’intelligence britannica. Una spia, insomma. Dalle lunghe gambe affusolate, poliglotta, due mariti, decine di amanti e una propensione al pericolo. Lo scrittore Ian Fleming, inventore di James Bond, si ispirò proprio a lei per tratteggiare il personaggio di Vesper Lynd, la prima Bond Girl, nel romanzo Casinò Royale (1953), interpretata sul grande schermo prima da Ursula Andress e poi da Eva Green. Infanzia dorata a Varsavia, incoronata Miss nel 1930, Christine inizia la sua carriera aiutando molti connazionali a fuggire in Francia allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Abbandonata la Polonia, viene reclutata dai servizi inglesi e ottiene il primo incarico in Ungheria: è qui che incontra quello che sarebbe stato il compagno di una vita, Andrzej Kowerski. Agente segreto pure lui. Polacco come lei. Si innesca una serie di missioni che la porteranno in Egitto, Algeria, Francia e Italia, dove stabilisce i primi contatti tra la resistenza francese e i partigiani d’oltralpe.

Photo credit: Apic - Getty Images
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Grazie alla sua abilità e intelligenza, il primo ministro inglese Winston Churchill riceve i microfilm dei preparativi nazisti per l’invasione dell’Unione Sovietica, la cosiddetta “Operazione Barbarossa”. Eppure, a fine conflitto, sarà additata come potenziale nemica. Tanti meriti e onorificenze conquistate sul campo non risparmiarono a Christine Granville una tragica fine: fu ritrovata senza vita in un albergo londinese di terz’ordine, uccisa da uno spasimante respinto che aveva usato un pugnale. L’arma da combattimento preferita di questa donna che non rinunciò mai alla libertà. Recentemente, un’interessante e documentata biografia a firma della scrittrice inglese Clare Mullay, pubblicata da Macmillan e tradotta in Italia per i tipi di 21lettere, ha riportato all’attenzione del pubblico internazionale la storia rocambolesca di Christine/Krystyna. Titolo: “La spia che amava”. Storia che presto potrebbe diventare un film.