Vittorio Sgarbi Vs Morgan: «Sei un topo»

È finita nel peggiore dei modi la tanto attesa collaborazione tra Morgan e Vittorio Sgarbi, Sottosegretario di Stato alla Cultura.

Il critico d’arte aveva appoggiato la nomina - mai finalizzata - di Morgan al Ministero della Cultura, inserendolo in alcuni gruppi di Whatsapp, come quello chiamato “Rinascimento dissoluzione”, dove erano presenti amici fidati di Sgarbi e personaggi in vista.

E proprio questa chat è stata teatro di un acceso scontro tra i due ex vip.

A scatenare la rissa sarebbe stata l'eredità di Luigi Tenco, tema molto caro a Morgan che da tempo chiede alla famiglia del compianto artista genovese più impegno nel dare risalto al suo patrimonio artistico.

Per dare maggior enfasi alla sua richiesta, Morgan avrebbe cercato l’appoggio delle persone inserite in quella chat, compresi alcuni politici, salvo poi depennare dal gruppo Whatsapp chi non gli ha dato manforte.

«Io ho chiesto a voi solidarietà e appoggio, perché stimo a priori chi non conosco. Chi mi ha pugnalato invece da me è sempre stato difeso, lo ha fatto perché, sostiene, io ho sporcato in casa sua, eliminando suoi amici, e aggiunge che sono uno stupido perché vado a cercare supporto da una massa di disperati, che invece lui conosce personalmente», scrive Morgan, rincarando la dose.

«Sgarbi mi ha accoltellato e umiliato, nonostante io lo abbia sempre appoggiato con lealtà, si è permesso di fare questo a me, perché? Perché ho espresso indignazione? Che cosa greve».

«Quanto tempo ho sprecato per Sgarbi, quante notti, quante parole, quanti sogni. Se non fosse stato per me non sarebbe sottosegretario. Così fanno i cattivi. Sfruttano e poi accoltellano. Io perdo tempo, serenità, speranza, lavoro, contatti, allegria, progetti, stima... Parecchie cose perdo. Basta. È uno stronzo, un mostro. Alcuni di voi hanno gli screenshot della discussione tra me e Sgarbi. Giudicate voi, io stacco e me ne fotto, chiudo tutto, siete (quasi) tutti delle merde umane. Affanculo miserabili».

È stato proprio questo ultimo post a far decidere a Sgarbi di cancellare Morgan dalla chat, che è tornato all’attacco, su un altro gruppo su Whatsapp, chiamato “Ministero della Cultura”, dove campeggiano artisti e contatti stretti di Sgarbi, pubblicando anche chat private intercorse tra di loro.

«Io non ti ho neanche pensato. Sei un topo», scrive Sgarbi.

«Ti manca il cuore», è la replica di Morgan, seguita da un: «Mi basta la testa» di Sgarbi.

Morgan: «Mi dispiace, pensavo fossi una persona degna. È una delusione immensa».

Sgarbi: «La mia non è una delusione perché non mi sono illuso».

Morgan: «La mia intelligenza è la cosa migliore che hai incontrato negli ultimi venti anni. Scommetto che vi fate tante risate. I vili fanno così. Ridono degli altri quando li invidiano».

Sgarbi: «Non mi piace chi, dotato per mia generosità del potere di agire, cancella istericamente e caccia i miei ospiti da casa mia, per suo capriccio. Le azioni devono essere guidate dalla ragione, magari avendo ragione».

«Vado a bere del vomito di cane in lattina per provare una sensazione più gradevole delle parole di Sgarbi. Una persona che dice cose così cattive mi fa paura. Gli ho detto che è stato sleale e mi ha risposto che io sono un topo che con i suoi amici mi deride e che non si è mai illuso che io fossi meritevole. Non è un’amicizia, è una mia illusione, ma lui non mi è amico. Mi ha sempre solo usato».