"Voglio mostrare al mondo che il cancro non è una condanna”, cit. la guerriera Olivia Newton-John

Di Monica Monnis
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Photo credit: Cole Bennetts - Getty Images
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"Sono fortunata, ci sono passata per tre volte e sono ancora qui". Due anni fa con queste parole Olivia Newton-John ci aggiornava sulle sue condizioni di salute, tornando a parlare della sua lotta contro il cancro al seno e mostrando, ancora una volta, tutta la sua forza e la sua intenzione di non arrendersi. Mai. Il tumore al seno diagnosticatole per la prima volta nel 1992, ricomparso poi una seconda volta nel 2013, nel 2017 è tornato in una forma ancora più aggressiva. Nel 2018 ha dovuto imparare a camminare di nuovo dopo che la malattia si era diffusa anche alle ossa e si era fratturata la base della colonna vertebrale: ma lei non si è lasciata intimidire e lo scorso gennaio ha fatto sapere che il cancro si stava riducendo. E proprio mentre su Rete 4 veniva riproposto Grease attivando in noi tutti la modalità impossibile-cambiare-canale, e in concomitanza con il mese della prevenzione del tumore al seno e altri tumori femminili, dalle pagine del The Guardian, Sandy la Guerriera è tornata a parlare del suo faccia faccia con un nemico che fa ancora tanta paura (e che la prevenzione può abbattere).

“Ho vissuto più a lungo di quanto molte persone si aspettassero e voglio mostrare al mondo che il cancro non è una condanna a morte. Sto bene, sono forte. Penso che sia molto importante mantenere un messaggio positivo”, ha detto Olivia Newton-John, 72 anni di cui 28 vissuti fianco a fianco con il cancro al seno, che questa estate si è portato via l'amica Kelly Preston, moglie di John Travolta. Un avversario che ti mette con le spalle al muro e ti costringe a tirare fuori gli artigli e a rivedere le priorità, ma che, un po' come raccontato da Shannen Doherty, può essere considerato un "dono", un ultimatum per non dare nulla per scontato e per capire davvero quanto il tempo sia prezioso.

"Penso che ogni giorno sia una benedizione. Non sai mai quando il tuo tempo finirà. Abbiamo tutti un tempo limitato su questo pianeta e dobbiamo solo esserne grati", ha continuato, "non so cosa sarei adesso senza. Lo vedo come il viaggio della mia vita. Mi ha dato scopo e intenzione, mi ha insegnato molto sulla compassione. È stato un dono. Non lo auguro a nessuno, ma per me è stato un percorso importante". Nel 1992, l'attrice australiana ha fondato l'Olivia Newton-John Cancer Wellness and Research Centre, il centro di ricerca e cura contro il cancro, specializzato in terapie olistiche, tra cui la cannabis terapeutica, pensate come aiuto e non sostituto delle terapie tradizionali ("Non sto dicendo a nessuno di fare nulla. Voglio solo aiutare la ricerca e scoprire quali cose funzionano"): da allora si batte per la ricerca e per organizzare iniziative destinate a chi sta combattendo la sua stessa, estenuante battaglia.

Un coraggio alimentato giorno dopo giorno dall'affetto di un "marito meraviglioso" (John Easterling) e della figlia Chloe, 34 anni, nata dal primo matrimonio della Newton-John con l'attore Matt Lattanzi. "Ho vissuto molte esperienze diverse, alcune dolorose, altre difficili, invecchiando, acquisisci saggezza", ha chiosato, "ti rendi conto che ce la farai e sopravvivrai. Come la pandemia: queste cose accadono, ma la vita va avanti. Impareremo tutti e cresceremo molto da tutto questo. Penso che ne verranno fuori cose positive".