Werner Herzog è uno skater

Di Valerio Coletta
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Photo credit: Hannes Magerstaedt - Getty Images
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From Esquire

Ian Michna è uno skater e un giornalista, fondatore della rivista Jenken, che si occupa di tutto quello che riguarda la cultura dello skateboarding, dalla musica ai cuscinetti giusti per grindare su un corrimano. Qualche anno fa si è imbattuto per la prima volta nei lavori di Herzog. A quanto pare, esplorando l'immenso mondo del regista tedesco, si è subito insospettito e ha pensato "Ma questo è uno di noi, è uno skater!".

In effetti il lampo di Ian non è peregrino e alcuni indizi sono sparsi nella vita di Werner, se non fosse che egli è nato a Monaco di Baviera nel 1942 e probabilmente nella sua vita non ha mai visto una tavola fino all'età di quarant'anni.

Però pensateci un attimo, ci sono un bel po' di puntini che si possono mettere insieme per forzare questa distorsione. Il primo, chiarissimo, è il breve documentario La grande estasi dell'intagliatore Steiner, del 1974, che racconta la storia di Walter Steiner, giovane artigiano che lavora il legno e soprattutto che salta con gli sci. Steiner è due volte campione del mondo e la sua vicenda è racconta con la sensibilità quasi magica che caratterizza le cose che fa Herzog. Il confronto con le proprie paure, la solitudine, la paura della morte e degli incidenti durante le gare, il senso della vita. Tutto sta dentro in modo molto naturale, mentre vediamo il giovane svizzero che vola nel cielo a rallentatore, sostenuto dalla musica primordiale e cosmica dei Popol Vuh.

Questa stessa opera, una ventina d'anni dopo, poteva riguardare un grande skater, o uno skater sconosciuto, seguito per strada, da solo, con i suoi fantasmi e il suo talento.

Ian Michna si è convinto del suo legame con il regista leggendo il retro della copertina di Werner Herzog: A Guide for the Perplexed, Conversations with Paul Cronin, in cui il regista, in un passo del libro molto significativo, ricalca lo spirito libero e spregiudicato degli skater. "Prendi sempre l'iniziativa", "Non c'è niente di sbagliato nel passare una notte in prigione, se questo significa aver girato la scena che ti serviva", "Non sguazzare nei tuoi problemi, la disperazione dovrebbe essere qualcosa di privato e breve", "Impara a vivere con i tuoi sbagli" e così via con altri consigli illuminanti e molto poco moderati. Secondo Ian quello potrebbe essere tranquillamente un manisfesto skater.

Be' non ci crederete ma alla fine i due si sono sentiti e hanno parlato di skate e di musica russa ortodossa, la perfetta colonna sonora per un video di skate, secondo Herzog. La morale di tutto questo discorso in realtà è che le opere di Herzog possono toccare chiunque, perché parlano di qualsiasi cosa come se fosse la più straordinaria possibile (e in effetti è così).