A Wimbledon l'ultimo passo avanti verso la parità di genere passa per il colore degli asciugamani

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Photo credit: Clive Brunskill - Getty Images
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Sappiamo che i simboli contano, lo sappiamo bene, quindi quando qualcuno ci viene a dire "Eh, ma questo non ha importanza per la parità di genere" cerchiamo sempre prima di analizzare la situazione senza sminuire il tentativo. Oggi la questione riguarda il torneo di Wimbledon e nello specifico il colore degli asciugamani distribuiti agli atleti che fino ad ora erano diversi per uomini e donne. D'ora in poi le cose cambieranno: stessi asciugamani per tutti, niente più distinzioni, ma si tratta di un un impegno reale per la parità o del solito pinkwashing? Ai posteri l'ardua sentenza, ma cerchiamo di capire meglio la faccenda.

Photo credit: Simon Bruty - Getty Images
Photo credit: Simon Bruty - Getty Images

Fino ad ora, durante il torneo di tennis agli atleti venivano consegnati due teli "Championship" di colore verde e viola, mentre le tenniste ne ricevevano una coppia che variava di anno in anno (nel 2019 ad esempio l’abbinamento scelto era rosa e turchese). "Perché questa distinzione", vi chiederete voi? Bella domanda. Probabilmente i soliti retaggi sessisti, il fatto che si debba sottolineare una certa differenza di genere o ancora l'idea che ci siano colori più "maschili" e altri più "femminili". Ora finalmente le cose cambieranno e, del resto, non c'era proprio ragione di impuntarsi su una questione di questo genere. "Per il club è la mossa giusta da fare per andare avanti", "ha detto una fonte anonima al Daily Mail come riporta il Corriere della Sera, "perché i giocatori non avevano alcuna preferenza per nessuno dei colori". Da quest'anno in avanti gli asciugamani non saranno più distribuiti in base al genere, ma ogni tennista in gara durante il torneo ne riceverà uno "Championship" e uno "stagionale" ( per chi se lo stesse chiedendo, i colori selezionati per questa edizione sono blu e giallo).

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Wimbledon non è nuovo a polemiche sulla parità di genere: come riporta sempre il Corriere, negli anni si sono susseguiti spiacevoli episodi di premi in denaro più alti assegnati agli uomini rispetto alle donne, favoritismi nei confronti dei tennisti nell’assegnazione dei campi di gioco, oltre al riferimento allo stato civile delle giocatrici (what?) abolito solo dal 2019. "Quando ho vinto Wimbledon per la prima volta nel 2000, il campione del torneo maschile si è aggiudicato 477.500 sterline, mentre la campionessa del torneo femminile solo 430mila", ha raccontato recentemente la campionessa Venus Williams su Vogue, "Esiste ancora quella mentalità che il tennis femminile non è importante come quello maschile". Quindi ben venga eliminare retaggi sessisti anche superficiali come la scelta degli asciugamani (del resto l'idea che i bambini si debbano vestire di blu e le femmine di rosa è ancora ben radicata nella nostra società e spesso fa più male che bene), quello che conta, però, è un impegno reale per cambiare le cose, non solo a livello di immagine, ma nei fatti venendo incontro alle esigenze delle tenniste per sanare gli squilibri di genere. Vedremo in futuro se Wimbledon sarà davvero con noi in questa lotta (perché no, non possiamo farci bastare gli asciugamani, ma grazie comunque!).

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