WoW, come l’esclamazione che sfugge guardando meglio la mostra Women.On.Women

Di Simona Marani
·4 minuto per la lettura
Photo credit: Guns and Roses, 2017 © Patty Carroll, courtesy the artist / Galerie XII, Santa Monica
Photo credit: Guns and Roses, 2017 © Patty Carroll, courtesy the artist / Galerie XII, Santa Monica

From ELLE

Impariamo presto che nulla è come appare, ma ci vuole molto più tempo per capire come guardarlo e quello che stiamo vedendo. Succede lo stesso davanti alla vivace messa in scena del lato tragico dello splendore ‘domestico’ di Patty Carroll, o delle correlazioni ‘succulente’ scovate da Mona Kuhn. Visioni ingannevoli al primo sguardo, come gli standard di annullamento che nascondono, messi a nudo insieme all’anonimato che pervade l’universo femminile, da ogni fotografa della collettiva WoW, acronimo di Women.On.Women, in mostra nella nuova sede californiana della Galerie XII.

WoW, come l’esclamazione che sfugge approfondendo la ricerca dei cinque obiettivi in mostra. Diversi quanto gli sguardi femminili che amplificano e le complessità dell’universo che rappresentano, esplorando la complicata relazione che la donna ha con la percezione di se e gli standard sfibranti a cui è sottoposta. Tutte donne e fotografe, alla ricerca si se, l’altra e quello che si agita sotto la superficie della realtà e delle immagini, ognuna in modo personale e originale, esplora nuove prospettive e orizzonti. Altri modi di vedere il corpo femminile che abita lo spazio del visibile. Fuso al paesaggio trasfigurato dalle emozioni di Maia Flore e la natura dei riflessi idealizzati di Ziqian Liu, mentre gli autoritratti concettuali della cowgirl di Anja Niemi cavalcano la frontiera dei giochi di ruolo dell'identità femminile, “con una donna intrappolata in un vestito rosa che sogna di essere un cowboy”.

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WoW, come la partitura di voci che spingono lo sguardo a mettere in discussione visioni e sentimenti universali, maturando forme espressive che parlano tutte le lingue del mondo, si intrufolano nelle pieghe nascoste dell'immaginario e risvegliano emozioni sovversive. Risvegliano l’essenza femminile stessa, nel giardino di forme insolite e fioriture sorprendenti delle succulente (definite impropriamente, piante grasse), associate da Mona Kuhn alla natura più intima della donna, alle imperfezioni accarezzate dal processo di solarizzazione insieme al suo potere e una sensualità provocatoria, analoga a quella sbocciata nei dipinti botanici e modernisti di Georgia O’Keeffe. Bushes & Succulents che dilatano i confini del corpo e della visione, insieme alla 'Quiet Revolution' della ventennale ricerca della stimata fotografa contemporanea di origine brasiliana, condensata nelle pagine della sua prima retrospettiva pubblicata da Thames & Hudson dal prossimo marzo /aprile.

Photo credit: © Maia Flore, courtesy the artist / Galerie XII, Santa Monica
Photo credit: © Maia Flore, courtesy the artist / Galerie XII, Santa Monica

In modo completamente diverso, sperimentando nuove tecniche di narrazione visiva, Maia Flore reinventa la relazione del corpo femminile con lo spazio. Rendendo se stessa interprete e artefice di elevazioni poetiche e trasfigurazioni oniriche, la fotografa francese dell'agenzia VU, sottrae il corpo velato e celato alle coordinate della realtà, liberandolo nello spazio più intimo e universale abitato da sensi ed emozioni. Trasfigura anche l'impermanenza del luogo e delle maree della bretone Saint-Malo con il suo D'îles en lunes, tra viaggi sospesi nei ricordi d’infanzia, luoghi di residenza e barlumi di resistenza, creati liberando la fotografia dalla cruda realtà.

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Viaggi fantastici che toccano il perduto equilibrio con la natura, a partire dalla propria, spingendo Ziqian Liu 'attraverso lo specchio' e i suoi autoritratti concettuali nel mondo idealizzato in cui desidera vivere. Al pari dell’eroina di Luis Carrol sopravvissuta al paese delle meraviglie, la giovane fotografa cinese esplora la dimensione più enigmatica e sfuggente del riflesso e della prospettiva del familiare, insieme a quella terapeutica della fotografia, presentando per la prima volta negli Stati Uniti il suo Mirror, nato per guardare in modo diverso se stessa e affrontare la solitudine dopo una rottura (di una legame, dello specchio, del riflesso, delle consuetudini).

Photo credit: © Ziqian Liu, courtesy the artist / Galerie XII, Santa Monica
Photo credit: © Ziqian Liu, courtesy the artist / Galerie XII, Santa Monica
Photo credit: © Anja Niemi, courtesy the artist / Galerie XII, Santa Monica
Photo credit: © Anja Niemi, courtesy the artist / Galerie XII, Santa Monica
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Le stampe in miniatura di The Girl e The Cowboy, acquistano una dimensione unica per la Galerie XII e questa collettiva, spingendo She could have been a Cowboy di Anja Niemi, oltre le frontiere dei ruoli di genere e l’impulso ampiamente condiviso a trasformarci in un altro. Cambiando ruolo insieme all’abito, la fotografa norvegese che assume anche quelli di modella, scenografa e costumista di ogni autoritratto concettuale, mette in scena la ricerca dell'identità femminile, emancipandosi da miti e luoghi comuni. Il suo viaggio on the road, sonda la nostra capacità di vedere se stessi, spingendosi ben oltre i limiti di consuetudini e quotidianità.

Il viaggio ci lascia inciampare anche nella dimensione domestica delle Anonymous Women di Patty Carroll, satura di oggetti e cliché opprimenti, i pericoli del quotidiano e l'oscurità dei colori brillanti. La casa che non protegge ma annulla e uccide, nascondendo il corpo della donna, insieme al suo nemico più invisibile, travolge le sue regine con le passioni sfrenate e le ossessioni morbose che amano sfuggire di mano. Una tragedia in technicolor consumata sotto gli occhi di tutti. Perfetta per riflettere sul ruolo domestico e addomesticato della donna, acutizzato dalla pandemia che ci ha chiusi tutti in casa.

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I differenti modi di esplorare la forza dello spirito femminile che non rinuncia a grazia e poesia, ironia e sensualità, aspettano i risvegli di primavera negli spazi espositivi della nuova galleria californiana al Bergamot Station Arts Center di Santa Monica (2525 Michigan Ave), con visite su appuntamento e numero limitato, a prova di COVID.

How to: Women.On.Women (WOW), Galerie XII, Los Angeles (26 gennaio - 10 aprile 2021) galerie-photo12.com