X Factor 2021 revolution, quella di settembre sarà la prima edizione liquida e no gender al mondo

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Photo credit: courtesy photo
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Là dove non sono arrivati gli Oscar (da tempo c'è chi invoca l'abolizione del distinguo tra Attori e Attrici), ci ha pensato X factor 2021: l'edizione che vedremo a settembre sarà la prima, al mondo, a non prevedere categorie di sorta. Dunque niente più distinguo per sesso, età o formazione musicale (band o cantante singolo): il celebre talent diventerà liquido. Stando a quanto dichiarato dalla produzione la scelta risponderebbe alla necessità di restare al passo con i tempi. Noi ci permettiamo di aggiungere: sì, e anche di trovare qualcosa di nuovo per uno show che ormai ha la sua belle età.

Questo in soldoni cosa implica? Primo: ai casting si potranno presentare giovani e vecchi, dai 18 anni in su. D'altronde il successo di The Voice senior docet: nel mondo della musica c'è spazio per tutti. Nessuno guarderà con ironia l'over60 che sogna ancora un futuro da rock star. In secondo luogo, i giurati potranno sbizzarrirsi nel comporre le proprie squadre che non saranno più formate da soli uomini, o sole donne, o solo band. Insomma, avete capito: ognuno punterà semplicemente sul talento che preferisce, dopodiché vinca il migliore. I finalisti saranno 12, come sempre.

Ma veniamo alla giuria di X Factor 2021. Qui la novità è che non ci sono novità. La produzione ha confermato in blocco i membri dell'anno scorso: "sono la migliore giuria di sempre", assicurano. (Really?!?, ndr) Comunque sia, così si è deciso e così sarà: in autunno dietro al bancone ritroveremo Manuel Agnelli, Emma, Hell Raton e il mitico Mika. Peraltro voci sempre più insistenti assicurano che Emma starebbe per firmare un contratto articolato con Sky, che va oltre il suo impegno a X Factor. Vedremo. Nel frattempo la cantante salentina commenta entusiasta: "Non vedo l’ora di riabbracciare i miei colleghi giudici e di parlare di musica fino allo sfinimento come l’anno scorso. Inoltre sono curiosissima di affrontare questa nuova sfida senza le barriere dei generi: ringrazio tutti gli autori che sono riusciti a portare a casa questa bella scommessa. Saremo i primi nel mondo a farlo, ed è giusto così: basta limiti, basta ghettizzarsi, soprattutto nell’arte, quando si è veramente liberi si vivono emozioni ed esperienze molto più profonde, a parer mio".

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La promessa è quella di puntare sulla musica vera e le nuove tendenze. Per capirci: sfornare nuovi fenomeni alla Maneskin che, con il loro Zitti e buoni, hanno sbancato sia a Sanremo che all'Eurovision Song Contest. X factor è "un talent che diventa definitivamente un contest", come sottolinea con entusiasmo Manuel Agnelli. "Un progetto che si apre non solo a generi musicali poco rappresentati in tv, ma soprattutto ad un approccio nei confronti della musica non per forza condizionato dalle scelte e dalle convenienze del mercato.. Meno condizionato, in realtà, anche dalle esigenze della televisione stessa. Perché è cambiata la percezione della gente e quello che in teoria non dovrebbe essere televisivo finalmente lo è diventato".

E poi ovviamente c'è lui: la scommessa delle scommesse, ovvero Ludovico Tersigni. Come è noto l'attore, che a giugno spopolerà su Netflix con Summertime 2, è stato promosso sul campo a erede di Alessandro Cattelan. Una scelta che acquisisce ancora più senso alla luce della nuova vocazione liquida di X factor: Tersigni incarna l'abbattimento degli steccati, in primis tra il mondo delle serie tv e quello dell'intrattenimento, ma anche tra esordienti assoluti e conduttori esperti.

Resta solo da capire se questa revolution funzionerà.