Zangrillo: "Il virus sta mordendo. Ma le terapie intensive sono sotto controllo"

Ilaria Betti
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(Photo: PIERO CRUCIATTI via Getty Images)
(Photo: PIERO CRUCIATTI via Getty Images)

A fine maggio aveva parlato di “virus clinicamente morto”. Oggi, con punte di 1500 contagi al giorno nella sola Milano, Alberto Zangrillo ricapitola la situazione. E al Corriere della Sera si dice ancora contrario al metodo della paura: “Ossia a spaventare i cittadini affinché reagiscano come voglio io”.

“Io ho sempre sostenuto, anche se ciò non ha mai fatto clamore, che con il Covid dobbiamo imparare a convivere. Evidentemente non l’abbiamo fatto abbastanza”.

Per il responsabile dell’Unità operativa di Terapia intensiva generale e cardiovascolare dell’Irccs San Raffaele di Milano, non è una catastrofe e siamo ancora in tempo per un’azione tempestiva, se “manteniamo lucidità d’azione” e ci dimostriamo responsabili.

“Io sono per dire la verità. A maggio il virus era in ritirata, oggi è tornato a mordere, probabilmente anche per comportamenti negligenti. Ma solo di pochi. La maggior parte della popolazione è coscienziosa, giovani compresi. Lo ripeto: con il virus dobbiamo imparare a convivere”.

Le terapie intensive sono ancora sotto controllo, secondo Zangrillo. Ma il momento è decisivo: i giovani devono proteggere gli anziani con comportamenti adeguati, gli scienziati non devono mandare messaggi contraddittori. Ma anche i medici di base devono fare la loro parte, dato che “per almeno il 30% dei pazienti che arrivano in Pronto soccorso basterebbe una responsabile assistenza domiciliare”.

″È fondamentale la diagnosi tempestiva che solo i medici di famiglia possono mettere in atto. Il segreto è prendersi la responsabilità di inviare in ospedale solo chi ne ha bisogno. Oggi siamo in una fase decisiva. Ci vuole senso civico da parte di tutti. Ciascuno deve prendersi le proprie responsabilità. Altrimenti il problema diventa di proporzioni importanti”.

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Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.